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Home >Fonti > I personaggi > Togliatti Palmiro
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Palmiro Togliatti |
Palmiro Togliatti |
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Personaggio |
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| Biografia |
Nasce da una famiglia di origine piemontese (il padre è impiegato statale, la madre maestra). Nel 1911, terminati gli studi superiori, si iscrive alla facoltà di giurisprudenza dell'Università di Torino. Negli anni universitari conosce Gramsci ed inizia la militanza politica, iscrivendosi nel 1914 al Partito socialista. Nel 1915 si laurea, discutendo con Luigi Einaudi una tesi di economia politica sul regime doganale delle colonie. Nel corso della guerra avvia una collaborazione col "Grido del popolo". Nel 1919 viene nominato redattore dell'edizione torinese dell'"Avanti!". Nel mese di aprile dello stesso anno fonda - insieme a Gramsci, Tasca e Terracini - il settimanale (poi quotidiano) "L'Ordine nuovo", espressione e guida teorico-politica del movimento torinese dei consigli di fabbrica. Al principio del 1921 aderisce col "gruppo torinese" al nuovo Partito comunista (Pcd'I) e nel mese di ottobre dello stesso anno si trasferisce a Roma per dirigere "Il Comunista". Nel 1922 viene eletto nel Cc dal II congresso del Pcd'I. In seguito a contrasti col segretario Bordiga, non viene incluso nella delegazione italiana che si reca in Russia per prendere parte al quarto congresso dell'Internazionale comunista (Ic). Il 28 ottobre gli squadristi assaltano la sede de "Il Comunista" e T. si mette in salvo fortunosamente. In novembre torna a stabilirsi a Torino. Nell'aprile del 1923 entra a far parte del nuovo esecutivo del Pcd'I. Inizia a svolgere un ruolo di rilievo nella direzione del partito. Il 21 settembre viene arrestato e imprigionato a San Vittore, dove trascorre alcuni mesi. Tornato in libertà, riprende l'attività politica. Partecipa alla I conferenza nazionale del Pcd'I, dove svolge la relazione politica di maggioranza. Nell'estate del 1924 espatria per prendere parte al quinto congresso dell'Ic. Viene incluso nel Cc del Pcd'I nominato d'autorità dall'Ic e continua a far parte dell'esecutivo del partito. Arrestato per la seconda volta il 2 aprile 1925, viene liberato il 29 luglio in seguito ad amnistia. Al congresso di Lione del partito (20-26 gennaio 1926) viene confermato nell'esecutivo e nominato rappresentante presso l'Ic. Si reca dunque a Mosca, dove giunge il 14 febbraio. Dalla capitale sovietica riparte al principio del 1927, per assumere la direzione del centro estero del partito, costituitosi a Parigi. In Francia inizia a dirigere "Lo Stato operaio", rivista teorica del Pcd'I. Nel maggio del 1927 partecipa all'ottavo esecutivo allargato dell'Ic. Il centro estero viene trasferito da Parigi a Lugano e poi a Basilea, dove nel gennaio 1928 ha luogo la seconda conferenza nazionale del Pcd'I. Nel luglio dello stesso anno T. si reca a Mosca per partecipare al sesto congresso dell'Ic. Nel gennaio 1929 viene arrestato ed espulso dalla Svizzera. Nel luglio dello stesso anno partecipa al decimo esecutivo allargato dell'Ic. Nel 1931 partecipa al quarto congresso del Pcd'I. Nel settembre 1934 viene nominato segretario dell'Internazionale comunista. Nei mesi seguenti svolge al fianco di Dimitrov un ruolo chiave nella preparazione del VII congresso dell'Ic, dove (come è noto) verrà lanciata la formula politica dei "Fronti popolari". Tra ottobre e dicembre del 1934 viaggia tra Francia e Belgio per organizzare gli aiuti alle vittime della repressione spagnola e per controllare l'applicazione in quel paese della linea frontista. Torna in Unione Sovietica e nei primi mesi del 1935 tiene a Mosca le Lezioni sul fascismo, dove compare l'interpretazione del «regime reazionario di massa». In luglio assume un ruolo di primo piano al VII congresso dell'Ic, dove svolge una delle due relazioni generali. Da Mosca assiste al deteriorarsi della situazione internazionale e alle vittorie dei Fronti popolari in Spagna e Francia. Proprio in Spagna l'insorgere della guerra civile è alla base di impegnative missioni affidate a T. Egli si reca nella repubblica assediata come rappresentante dell'Ic nel luglio del 1937 e poi dal settembre 1937 agli inizi del 1939, quando la vittoria del franchismo lo costringe a una fuga avventurosa in Algeria. Dal Norda |
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