Home   Chi Siamo   Museo De Gasperi News   Newsletter   Link   Contatti   Crediti 
La biografia
I temi
I contesti storici
Gli archivi
I documenti d'archivio
I discorsi
I carteggi
Le opere
Gli articoli
La bibliografia
Le fotografie
I manifesti e le vignette
I filmati
La voce
I personaggi
Suggerimenti per l'uso
del sito
Struttura delle fonti
Tutte le notizie
26 agosto 2010
WELCOME II – Promuovere il rientro dei ricercatori post-dottorato nello Spazio europeo della ricerca
26 agosto 2010
L`Eurobarometro di primavera 2010: i cittadini dell`UE sono a favore di una più forte governance economica europea
23 agosto 2010
La Commissione invita 14 Stati membri ad attuare le norme sulla confisca dei proventi di reato all`estero
Cronologia dell'integrazione
Istituzioni dell'Unione



back

Home >Fonti > I personaggi > Alessandrini Federico
 
 Personaggio
Cognome  Alessandrini  
Nome  Federico  
Luogo di nascita  Recanati (MC)  
Biografia  Nasce a Recanati il 5 agosto 1905. Nel 1919 si trasferisce con la famiglia a Roma, ove nel 1929 si laurea in Lettere. Molto attivo in seno al movimento cattolico romano, nel 1925 diventa membro del Consiglio e segretario del circolo romano della Fuci. Nel 1928, l'assistente ecclesiastico della Fuci, G.B. Montini e il presidente Righetti lo chiamano a far parte del Consiglio superiore con compiti redazionali presso la rivista Studium. Nel 1929 assume la direzione di Azione fucina, organo degli universitari cattolici, che mantiene sino al 1934.
Matura, in questi anni, la sua vocazione giornalistica grazie anche all'esperienza maturata in seno all'Ufficio stampa dell'A.C., con il compito di selezionare le notizie della stampa nazionale per la presidenza dell'Azione cattolica, di redigere il Bollettino ufficiale e il "foglio notizie" con articoli destinate ai settimanali diocesani. In seguito l'Ufficio stampa dell'A.C. si mise al servizio delle Segreteria di Stato con il nome di "Ufficio giornali. Il ruolo di Alessandrini acquistò rilievo grazie alla redazione, a lui affidata, di finte corrispondenze da Vienna, Berlino e Madrid, scritte a Roma sulla base delle informazioni fornite dai canali diplomatici della Santa Sede, destinate alla pubblicazione su quotidiani cattolici italiani.
Collaboratore del Quotidiano sin dalla nascita del giornale nel 1944, Alessandrini ne assume la direzione nel 1946. Pur fiancheggiando e sostenendo la Democrazia cristiana mantiene il suo giornale sul piano di autonomia di giudizio, ribadendo la distinzione tra il ruolo formativo dell'Azione cattolica e l'impegno politico vero e proprio. Questa autonomia di giudizio suscita anche qualche malinteso e dissapore con De Gasperi. Un primo episodio si verifica in occasione della elezione di Einaudi alla presidenza della Repubblica, non condividendo il sostegno da parte di De Gasperi della candidatura di Sforza. Altro dissenso si verifica nell'ottobre 1948, a seguito dell'accusa ricolta da De Gasperi ad Alessandrini di aver sostenuto l'agitazione sindacale dei lavoratori statali e di ostacolare l'azione del governo. La replica di Alessandrini - con una lettera a Montini - ribadisce la legimittità dell'azione sindacale degli statali, sostenuta anche dai sindacati ad ispirazione cristiana.
La nomina da parte di Gedda nel 1950 di un vicedirettore del Quotidiano viene da lui interpretata come sfiducia nei suoi confronti assieme al tentativo di limitare la sua autonomia. Preferisce allora lasciare la direzione del giornale, sostituito da N. Badano.
Riprende la collaborazione con l'Osservatore romano con mansioni di aiuto alla direzione. Nel 1961 viene nominato vice-direttore. Rimane in carica sino al 1970, allorché assume l'incarico di direttore della Sala stampa vaticana, fino al 1976, quando lascia il servizio per raggiunti limiti di età. Negli ultimi anni di vita continua la collaborazione a riviste e giornali cattolici, intervenendo anche con vivaci testimonianze su aspetti e problemi legati alla storia del movimento cattolico e alla sua personale esperienza.
Muore a Roma il 2 maggio 1983.