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Home >Fonti > I personaggi > Brusasca Giuseppe
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Personaggio |
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| Luogo di nascita |
Cantavenna di Gabiano (AL) |
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| Biografia |
Nasce a Cantavenna di Gabiano, in provincia di Alessandria, il 30 agosto 1900. Studia per un breve periodo in un collegio salesiano, poi frequenta ginnasio e liceo pubblici a Casale Monferrato. Giovanissimo, si iscrive alla facoltà di Ingegneria presso il Politecnico di Torino, ma dopo la guerra opta per la più congeniale facoltà di Giurisprudenza, in cui si laurea nel 1923, aggiungendo nel 1926 anche una laurea in Scienze economiche e politiche.
Nel fervore di attività del primo dopoguerra si impegna nella Federazione universitaria cattolica italiana e nella Gioventù di Azione cattolica, di cui è presidente diocesano di Casale, vicepresidente regionale piemontese e membro del consiglio nazionale, tra il 1920 e il 1923. Si iscrive al PPI e diventa segretario politico della sezione di Casale (1920-1923). Brusasca assume posizioni rigidamente antifasciste, e si trova eletto in consiglio comunale come capo della minoranza popolare contro i fascisti, dal 1923 al 1925.
Inizia contemporaneamente l'esercizio dell'avvocatura, ma nel 1926 lascia Casale e si stabilìsce a Milano. Qui frequenta i circoli privati degli antifascisti cattolici e nel 1943 partecipa alla stesura del "Programma di Milano" per la costituzione della Democrazia Cristiana assieme ad alcuni esponenti ex popolari e ad altri giovani del movimento "guelfo". Dopo l'8 settembre si impegna nella Resistenza, fondando assieme ad alcuni amici la divisione autonoma "Patria" che opera nel Casalese e nel Monferrato. Ricopre delicati ruoli di coordinamento politico nell'attività partigiana, ha occasione di condurre le prime fallite trattative per la resa di Mussolini nell'aprile del 1945, utilizzando contatti personali che ne fanno un mediatore sicuro. Dopo la liberazione, sostituisce Achille Marazza quale vicepresidente del CLN Alta Italia.
E' membro del consiglio nazionale della Dc dal 1945 al 1947. Un suo infiammato discorso per la repubblica contrassegna il ruolo della Dc nel congresso dei CLN di Milano dell'agosto del 1945. Viene eletto alla Costituente come primo di tutti i candidati democristiani del Piemonte, raccogliendo ben 56.237 voti preferenziali.
Dedica peraltro il meglio delle sue energie alle questioni della politica estera e coloniale, assumendo progressivamente anche ruoli governativi non secondari. Il suo impegno in campo internazionale inizia partecipando alla delegazione italiana alla Conferenza della pace di Parigi, nell'estate del 1946, in qualità di esperto sul problema dei confini italo-francesi. Sull'onda di questa esperienza è designato come sottosegretario agli Esteri dopo le elezioni del 1946. Dopo una breve parentesi all'Aeronautica nel terzo governo De Gasperi, riottiene la stessa carica con il ministro Sforza, dal 1947 al 1951 quando ricopre l'interim del ministero dell'Africa Italiana.
Brusasca allaccia un sodalizio ideale e operativo con De Gasperi che caratterizza la sua attività e sensibilità politica. Appoggia con convinzione il leader democristiano nella travagliata scelta del maggio del 1947 di rompere i governi di solidarietà nazionale e avviare l'esperimento centrista. Diviene insomma un fedele interprete e un prezioso tramite delle posizioni degasperiane. Sempre nel 1951 ha l'incarico commissariale da parte di De Gasperi di coordinare i soccorsi per gli alluvionati del Polesine. Compie in seguito numerose missioni all'estero, soprattutto con delegazioni del Parlamento italiano. Brusasca resta però profondamente legato alla memoria di De Gasperi e si sente estraneo al clima postdegasperiano dei vertici del partito e anche alla nuova dinamica correntizia. Solo nel 1955-'57 torna brevemente al governo, come sottosegretario alla presidenza del Consiglio, con una delega per i problemi dello spettacolo. Nel 1972 sceglie di non ripresentarsi alle elezioni, dedicandosi alla vita del partito in modo originale, con la fondazione del Movimento anziani della DC (1983) e poi degli specifici movimenti degli "ottantenni" e dei "novantenni" del partito.
Muore a Milano, il 1° giugno 1994.
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