Home   Chi Siamo   Museo De Gasperi News   Newsletter   Link   Contatti   Crediti 
La biografia
I temi
I contesti storici
Gli archivi
I documenti d'archivio
I discorsi
I carteggi
Le opere
Gli articoli
La bibliografia
Le fotografie
I manifesti e le vignette
I filmati
La voce
I personaggi
Suggerimenti per l'uso
del sito
Struttura delle fonti
Tutte le notizie
26 agosto 2010
WELCOME II – Promuovere il rientro dei ricercatori post-dottorato nello Spazio europeo della ricerca
26 agosto 2010
L`Eurobarometro di primavera 2010: i cittadini dell`UE sono a favore di una più forte governance economica europea
23 agosto 2010
La Commissione invita 14 Stati membri ad attuare le norme sulla confisca dei proventi di reato all`estero
Cronologia dell'integrazione
Istituzioni dell'Unione



back

Home >Fonti > I personaggi > Nitti Francesco Saverio
 
 Personaggio
Cognome  Nitti  
Nome  Francesco Saverio  
Luogo di nascita  Melfi (PZ)  
Biografia  Nasce a Melfi, in provincia di Potenza, il 20 luglio 1968. Collabora sin da giovanissimo ai giornali napoletani Il Mattino e Il Corriere di Napoli e a soli venti anni pubblica il saggio "L'emigrazione italiana", rivelando il suo interesse per i problemi del Mezzogiorno e la predilezione per le scienze socio-economiche.
Docente di Economia politica all'Università di Napoli, si dedica allo studio del Meridione, con conclusioni diverse da quelle di Giustino Fortunato, di cui non condivide la visione pessimistica e ruralista. E' convinto che l'Italia non avrebbe risolto la questione Meridionale senza un intenso programma d'industrializzazione, che ritiene essenziale anche per la Campania, in contrapposizione all'ipotesi di uno sviluppo del terziario. Nitti si dimostra nemico della rendita parassitaria, tipica della retriva borghesia del Sud. Sostiene invece, anche fortemente, la necessità della modernizzazione dello Stato liberale, che gli appare inefficiente e iniquo, sotto il profilo tributario e finanziario, nei confronti del Meridione. Per questo è in aperta polemica col liberalismo economico, accusato di "statolatria socialista". Conduce le sue battaglie sulle riviste Riforma sociale, fondata nel 1894 con Luigi Roux, editore e direttore di La Stampa di Torino, e con opere quali "Principi di scienze delle finanze" del 1903 e "Nord e Sud" del 1906.
Viene eletto deputato nel 1904, nelle liste radicali nel collegio di Muro Lucano e gli vengono assegnati nel 1906 ruoli direttivi nella Commissione d'inchiesta sulle condizioni di vita dei contadini del Meridione.
Come ministro dell'Agricoltura, Industria e Commercio, nel IV Gabinetto Giolitti (1911-14), è tenace difensore del monopolio delle assicurazioni sulla vita; come ministro del Tesoro nel successivo governo, riesce ad evitare, negli ultimi mesi della prima guerra mondiale, ulteriori passivi monetari con l'estero.
E' nominato Presidente del Consiglio nel 1919 e si dimette il 9 giugno 1920. Con grande difficoltà, perché privo dell'appoggio sia dei cattolici che dei socialisti, riesce comunque ad attuare la smobilitazione dell'esercito e la riforma elettorale, introducendo il sistema proporzionale. De Gasperi esprime più di una riserva nei confronti di questo governo, denunciando l'aggravarsi della crisi del Parlamento e dello Stato.
Oppositore del fascismo, Nitti è costretto all'esilio in Francia dopo il delitto Matteotti. Durante la seconda guerra mondiale è arrestato e deportato dai nazisti. Tornato alla vita pubblica come senatore nella prima legislatura democratica (1948-53), conserva la sua impostazione tecnocratica e sostiene che responsabile della guerra non può essere considerato solo il fascismo, tanto da proporre addirittura il reinserimento, nelle cariche pubbliche, del personale compromesso con la dittatura. Nel corso delle elezioni amministrative romane del 1952, che videro il tentativo di dar vita alla cosiddetta "operazione Sturzo", Nitti è alla guida della lista unitaria delle sinistre.
Muore a Roma il 20 febbraio 1953.