| Biografia |
Nasce a Trento nel 1876. Frequenta l'Istituto di Studi Superiori di Firenze e le Università di Vienna e di Innsbruck. Laureatosi in lettere nel 1902, inizia la sua carriera di insegnante a Capodistria, a Pola e, nel 1905, a Trieste. I suoi ideali patriottici insieme all'amicizia con Cesare Battisti lo rendono attivo nel movimento irredentistico per il riconoscimento dei diritti nazionali agli italiani del Trentino e della Venezia Giulia e per l'Università Italiana di Trieste.
Nel 1912 è libero docente di letteratura italiana all'Università di Pisa. Viene arrestato a Trieste in aula, durante una lezione sul Manzoni, il 7 febbraio del 1916, processato per alto tradimento e condannato alla pena capitale. La pena gli viene commutata con l'internamento a Goellersdorf, a Oberhollabrunn e a Vienna. Egli narra le sue sofferenze nel libro Come fui sepolto vivo (1929; e nuova edizione intitolata Diario di un sepolto vivo 1915-1918, 1933).
Ritornato a Trieste nel 1918, riprende l'insegnamento presso l'Istituto Superiore di Scienze Economiche e Commerciali (Fondazione "Revoltella") rinunciando alla cattedra di letteratura italiana nell'Università di Catania. Istituita la Facoltà di Lettere e Filosofia a Trieste (1943), ottiene la cattedra di Letteratura italiana per il biennio 1943-44 e 1944-45, e poi di storia della lingua italiana dal 1946 al 1951. Dedica i suoi studi a D'Annunzio, Pirandello, Pascoli e Dante.
Ritiratosi dall'insegnamento, resta attivo nell'Università e nella vita culturale cittadina.
Muore il 7 settembre del 1955.
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