| Biografia |
Nasce il 5 ottobre 1889. Militante della Resistenza francese dal 1941, è il successore di Jean Moulin come leader del consiglio nazionale della resistenza nel 1943. Dopo la liberazione (1944), è cofondatore del Movimento Repubblicano Popolare, un partito di ispirazione cristiana che occupa un'importante posizione come partito di centro nella Quarta repubblica e del quale rimane presidente tra il 1949 e il 1952.
Come ministro degli esteri (1944-46, 1947,48, 1953,54), è responsabile della trasformazione della politica francese nei confronti della Germania, dall'iniziale linea dura di De Gaulle all'attitudine conciliatrice di Schuman. Tra aprile e luglio del 1946 prende parte alla Conferenza di Parigi per la definizione dei trattati di pace. E' sua la proposta di una soluzione di compromesso sulla questione di Trieste. Egli spinge per la creazione di un Territorio Libero di Trieste (TLT), ufficialmente creato il 16 settembre 1947, sotto la guida di un governatore designato dall'ONU. Non è però possibile trovare un accordo tra le potenze per l'attribuzione di questa carica, mantenendo quindi due amministrazioni: quella anglo-americana sulla città di Trieste e gli immediati dintorni (zona A) e quella jugoslava sul territorio istriano (zona B).
L'opposizione di Bidault a De Gaulle diviene più decisa nel 1959, quando si oppone alla scelta di abbandonare l'Algeria. Diviene così presidente del Rassemblement pour l'Algerie francaise e membro esecutivo del gruppo terrorista dell'OAS (Organisation de l'Armée Secrète). Nel 1963 fugge in Brasile e poi in Belgio, ma torna in Francia, amnistiato, nel 1968.
Muore il 26 gennaio 1983. |
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