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Home >Fonti > I personaggi > Scelba Mario
 
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Mario Scelba
 Personaggio
Cognome  Scelba  
Nome  Mario  
Luogo di nascita  Caltagirone (CT)  
Biografia  Nasce nel 1901 a Caltagirone, in Provincia di Catania ed è stretto collaboratore di don Luigi Sturzo di cui è segretario particolare nel primo dopoguerra. Fin da quei tempi assume posizioni politiche democratiche e antifasciste. Durante il regime si dedica a Roma alla sua professione di avvocato, mantenendo tuttavia contatti con molti esponenti del cattolicesimo democratico, quali De Gasperi e Spataro. Dopo il crollo del fascismo è tra i protagonisti della rinascita e della rifondazione del partito cattolico nel quale acquista posizioni di rilievo, avviando una stretta collaborazione con De Gasperi. AI I Congresso della DC (Napoli, luglio 1944) è eletto Consiglie­re nazionale e Vice Segretario Politico.
Nel 1945 è nominato Ministro delle poste e telecomunicazioni nel Governo Parri, mantenendo l'incarico anche nei successivi due governi presieduti da Alcide De Gasperi (1945-'46).
Nel 1946 è eletto all'Assemblea Costituente nelle liste della DC, poi deputato alla Camera dal 1948 al 1968 e successivamente senatore dal 1968 al 1979. Nella primavera del 1947 De Gasperi, dopo la rottura dei governi di unità nazionale con le sinistre , formando il suo quinto ministero affida a Scelba il Ministero dell'interno, che guida ininterrottamente dal 1947 al 1953. Si deve a lui la riorganizzazione delle forze dell'ordine ed un atteggiamento di estrema durezza nei confronti di qualsiasi manifestazione giudicata eversiva. Negli stessi anni promuove la legge che porta il suo nome per impedire la ricostituzione di formazioni politiche di ispirazione fascista. Nel 1953 è uno dei maggiori artefici della riforma elettorale che le opposizioni definiscono "Legge truffa".
Designato Ministro della Difesa nell'VIII Gabinetto De Gasperi rinuncia a farne parte. Dopo gli insuccessi di De Gasperi, Pic­cioni e Fanfani, e la breve parentesi del Governo Pella, viene incaricato il 9 febbraio 1954 dal Presidente Einaudi di costitui­re il Governo, e il giorno successivo forma il nuovo Governo di coalizione democratica. Presidente del Consiglio e Ministro dell'Interno dal 10 febbraio 1954 al 7 luglio 1955, risolve la questione di Trieste che si tra­scinava dalla fine della guerra, restituendo Trieste e la zona A all'Italia.
Successivamente, è Presidente della Commissione Affari Co­stituzionali e poi della Commissione Affari Esteri della Camera. Nel luglio 1960, dopo la caduta del Governo Tambroni, è chia­mato ancora una volta a ricoprire la carica di Ministro dell'In­terno nel III Gabinetto Fanfani (26 luglio 1960 - 21 febbraio 1962). Invitato a far parte del IV Gabinetto Fanfani declina l'in­carico. In seno al partito fu espressione del centro democratico e pur essendo ostile all'apertura a sinistra, mantenne sempre un atteggiamento di lealtà e di rispetto di fronte alle decisioni della maggioranza. Nel 1966 viene eletto Presidente del Consiglio Nazionale della Democrazia Cristiana.
II 10 maggio 1968 è eletto Senatore nel Collegio di Acireale (Catania); è rieletto nelle successive Legislature fino al 1979, allorché la rielezione avviene nel Collegio di Caltagirone, sua città natale. Al termine di quest'ultima Legislatura, all'età di 83 anni, decide di ritirarsi dalla vita parlamentare. Al Senato è, per molti anni, fino al suo ritiro, Presidente della Giunta per gli Affari delle Comunità Europee.
Fervente sostenitore degli ideali dell'Europa unita, è membro dei Parlamento Europeo dal 1960 fino al 1979 , divenendone Presidente nel marzo 1969, riconfermato per acclamazione per un successivo mandato conclusosi nel marzo del 1971.
Muore a Roma nel 1991 all'età di 90 anni.