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Home >Fonti > I personaggi > Leone Giovanni
 
 Personaggio
Cognome  Leone  
Nome  Giovanni  
Luogo di nascita  Napoli  
Biografia  Nasce a Napoli il 3 novembre del 1908. Suo padre Mauro è avvocato e partecipa alla fondazione del Partito Popolare in Campania. Giovanni sceglie il liceo classico, ottiene la maturità risultando il primo su 300 candidati. Decide allora di iscriversi alla facoltà di Giurisprudenza. Dopo la laurea entra nello studio di Enrico De Nicola, futuro Presidente (provvisorio) della Repubblica dal 1946 al 1948. Nello stesso studio lavora anche Francesco De Martino, in seguito importante uomo politico socialista. A 23 anni Leone è già assistente universitario, a 32 diventa professore ordinario a Bari. Tra i suoi assistenti c'è Aldo Moro.
Dopo la caduta del fascismo è tra i fondatori della DC napoletana. Nel 1946 è eletto alla Costituente dove lavora alla parte della Costituzione relativa al Consiglio superiore della magistratura. Alle elezioni del 1948 viene eletto alla Camera. Nel 1955 la DC e i partiti di centro lo eleggono presidente della Camera, incarico che mantiene fino al 1963. Non si schiera con nessuna delle correnti democristiane. Guida un primo governo nel 1963, un secondo nel 1968. Si tratta di governi di transizione, definiti allora "balneari".
Nel 1964 Leone è il candidato della DC alla Presidenza della Repubblica, ma non riesce a spuntarla, anche per la dissidenza di molti democristiani, di fronte alla candidatura di Giuseppe Saragat, socialdemocratico sostenuto anche dal Partito comunista. Si prende la rivincita nel 1971. Dopo due settimane di votazioni andate a vuoto (candidato della DC era ancora Fanfani), il vertice democristiano si affida a lui. L'elezione arriva la mattina della vigilia di Natale, grazie al voto decisivo anche di alcuni esponenti del Movimento sociale.
Al Quirinale Leone sceglie uno stile sobrio, privo di esternazioni ed appelli al Paese. Sono anni tremendi per la Repubblica: terrorismo e crisi economica mettono a dura prova le istituzioni. L'ultimo anno della sua presidenza è il più difficile. Il sequestro e l'uccisione del presidente della DC Aldo Moro dividono il Paese tra chi sostiene la trattativa con i terroristi e chi opta per la linea dura. Nel 1998 Leone rivelerà di essere stato ad un passo dal concedere la grazia ad una brigatista per cercare di intavolare uno "scambio" con le Br che salvasse Moro.
La tragedia di Moro si consuma il 9 maggio 1978. Appena un mese dopo Leone è al centro di uno scandalo senza precedenti. Attaccato da anni per lo scandalo Lockheed (illeciti nell'acquisto da parte dello Stato italiano di velivoli dagli Usa), Leone sceglie di non reagire pubblicamente, contando su un sostegno della DC che non arriva. Quando viene pubblicata la rivelazione che il personaggio chiave dello scandalo sarebbe proprio lui (nome in codice Antelope Cobbler), il Pci decide di chiedere la messa in stato d'accusa. Il 15 giugno 1978 Leone si dimette dalla massima carica dello Stato.
Ritiratosi nella sua villa a Formello, vicino a Roma, trascorre il resto della sua vita lontano dalla politica. Al Senato si iscrive al gruppo Misto e non a quello della DC.
Muore a Roma il 9 novembre 2001.