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Home >Fonti > I personaggi > Fanfani Amintore
 
 Personaggio
Cognome  Fanfani  
Nome  Amintore  
Luogo di nascita  Pieve S. Stefano (AR)  
Biografia  Nasce a Pieve S. Stefano, in provincia di Arez­zo, il 6 febbraio 1908. Dopo aver studiato ad Urbino, Treviso ed Arezzo, si iscrive (1926) all'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano nella Facoltà di Economia e Commercio. Si laurea nel 1930 e nel 1932 ottiene la libera docenza in Storia dell'Economia, materia che insegnerà nelle Università di Genova, Milano e Roma fino al 1982. Dopo l'8 settembre 1943 è costretto a riparare in Svizzera per sfuggire ai nazisti. Rientrato in Italia, è chiamato nel 1945 da De Gasperi a dirigere, insieme a Dossetti, il Settore Stampa e Propa­ganda della DC. Il 2 giugno 1946 è eletto alla Costituente, dove fa parte della Commissione dei 75 che prepara il testo della nuova Costituzione. Dal 1948 al 1968 sarà sempre eletto Deputato nel Collegio di Siena-Arezzo-Grosseto.
Nal maggio 1947 De Gasperi forma il suo quarto governo, il primo senza comunisti e socialisti; Fanfani è chiamato a farne parte come Ministro del Lavoro. Conserva l'incarico anche nel successivo gover­no presieduto dallo statista trentino. Come Ministro del Lavoro presenta e fa approvare il piano settennale per agevolare l'occupazione operaia e la costruzione di nuove case per i lavoratori. Si tratta del cosiddetto "Piano Fanfani INA-casa", che in dieci anni riuscirà a dare una casa a circa 350.000 famiglie di lavoratori.
In seno alla DC si colloca nella corrente di Cronache Sociali, guidata da Dossetti ed entra a far parte di quel gruppo denominato i "professorini", che non condividono la linea prudente sul piano del riformismo sociale avviata da De Gasperi. Dopo il ritiro di Dossetti, Fanfani, che nel gennaio 1950 si era dimesso dal governo, entra a far parte della corrente di Iniziativa democratica, di cui ne diviene uno dei leaders assieme a Taviani e Rumor.
Nell'estate 1951 è nominato Ministro dell'Agricoltura nel quin­to governo De Gasperi. Nel 1953 è Ministro degli interni nel sesto ed ultimo governo De Gasperi, che non ottiene la fiducia. Fanfani, comunque, viene riconfermato al Viminale anche dal nuo­vo Presidente del Consiglio Pella.
Dopo il congresso democristiano tenutosi a Napoli dal 26 al 29 giugno 1954, viene eletto segretario del partito della Democrazia Cristiana, carica a cui sarà riconfermato al successivo Congresso di Trento (14-18 ottobre 1956). La sua segreteria è caratterizzata da un vivace attivismo sul piano dell'organizzazione. Presidente del Consiglio dei Ministri nel 1958 guida un governo bicolore DC-Psdi. Ma l'attivismo fanfaniano e la sua linea di apertura ai socialisti non sono condivisi in seno alla DC, e, nel 1959, è costretto a cedere la segreteria del partito ad Aldo Moro e la guida del governo che nel 1959 passa a Antonio Segni. La sua figura politica riemerge all'inizio degli anni Sessanta, che lo vedo alla guida di governi che preparano la svolta del centro-sinistra. Nel 1964 è ministro degli esteri nel secondo governo Moro e mel 1965 è eletto presidente dell'ONU. Nominato senatore a vita nel 1972, l'anno seguente ritorna alla segreteria politica della DC, ma la sconfitta al referendum sul divorzio (1974) e l'esito negativo delle elezioni regionali del 1975 provocano la sua caduta. Eletto presidente del Senato mantenne a lungo questa carica dalla presidenza del Senato nel 1976 al 1982 e dal 1985 al 1987. Dopo essere stato richiamato alla guida di due esecutivi nel 1982 e 1987 è ancora ministro dell'Interno nel governo Goria nel 1987 e ministro del Bilancio e della programmazione nel governo De Mita nel 1988. Al momento della fine della Democrazia Cristiana aderisce al Partito Polare Italiano di Mino Martinazzoli nel 1994, e condivide l'alleanza elettorale e governativa di centrosinistra.
All'età di oltre 91 anni muore a Roma il 20 novembre 1999.