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Home >Fonti > I discorsi > 1923/07/15 - Camera dei Deputati - "La riforma elettorale del 1923"
 
 Visualizza i documenti allegati a questa scheda:
Testo del discorso
 Discorso
Titolo  "La riforma elettorale del 1923"
Discorso pronunciato alla Camera dei Deputati il 15 luglio 1923
 
In  A. DE GASPERI, Discorsi parlamentari, Roma, Camera dei Deputati, 1985, Vol. I, pp. 51-54  
Note  Il 9 giugno 1923 il Presidente del Consiglio presentava il disegno di legge: «Modificazioni alla legge elettorale politica», il cosiddetto progetto Acerbo, che, rivoluzionando tutti i princìpi della rappresentanza politica, sostituiva il sistema elettorale basato sulla proporzionale con un sistema che riservava i due terzi dei seggi (356 su 535) a quel partito che avesse raggiunto la maggioranza anche relativa dei voti, mentre gli altri 179 seggi sarebbero stati divisi proporzionalmente tra i partiti di minoranza. Conseguentemente si stabiliva che i voti ottenuti da ciascun partito nelle singole circoscrizioni elettorali sarebbero stati sommati in un collegio unico nazionale costituito da tutto il regno.
La discussione in aula di tale progetto fu preceduta dalla discussione davanti ad una Commissione speciale di 18 deputati, tra i quali l'onorevole De Gasperi, ed ebbe inizio il 10 luglio.
Il discorso qui riportato fu pronunciato in sede di dichiarazione di voto dopo che il Governo aveva posto la fiducia sul seguente ordine del giorno presentato dall'onorevole Ignazio Larussa: «La Camera, confermando la fiducia al Governo, approva i princìpi della riforma elettorale e passa alla discussione degli articoli».
Accolta la richiesta dell'onorevole De Gasperi di votare per divisione l'ordine del giorno Larussa, la Camera, per appello nominale, accordò la fiducia ed approvò la riforma (legge 18 novembre 1923, n. 2444).
Sulla prima parte dell'ordine del giorno si ebbero, infatti, 303 voti favorevoli, 140 contrari e 7 astensioni (i popolari volarono la fiducia); sulla seconda si ebbero 235 voti favorevoli, 139 contrari e 77 astensioni (i popolari si astennero).