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> 1946-1953. L’Italia repubblicana > L’età del centrismo
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L'età del centrismo
Le elezioni del 18 aprile 1948 registrano la vittoria della DC, che raggiunge il 48,5% dei suffragi e la maggioranza assoluta dei seggi alla Camera. L'incarico di formare il governo è affidata ancora a De Gasperi, che crea una coalizione a maggioranza DC con il concorso dei partiti minori di centro (PSDI, FRI, PLI).
L'11 maggio 1948 il Parlamento elegge presidente della repubblica il liberale Luigi Einaudi (1948-55). Ha così inizio la cosiddetta "età del centrismo", caratterizzata politicamente dall'alleanza tra i partiti che sostenevano i governi De Gasperi, dagli sforzi per la ricostruzione del Paese dalle devastazioni della guerra e dall'alleanza atlantica che lega l'Italia al blocco dei Paesi occidentali. In questo periodo fu attuato un programma di riforme economico-sociali che dà vita a enti di sviluppo e gestione di importanti risorse come la Cassa per il Mezzogiorno e l'ENI, e a piani di intervento come l'INA Casa, la riforma agraria e quella tributaria.
In questi anni sono da ricordare le gravi agitazioni seguite all'attentato subito il 14 luglio 1948 dal segretario comunista Togliatti e la rottura dell'unità sindacale. Quest'ultima si consumò tra il 1948 e il 1949 con l'uscita dalla Confederazione generale italiana del lavoro-CGIL (ricostituitasi nel 1944) dei cattolici della CISL (Confederazione italiana sindacati lavoratori), dei socialdemocratici e dei repubblicani, che diedero vita alla Unione italiana del lavoro-UIL.
Nel 1953, nell'intento di consolidare la propria egemonia, la maggioranza di governo propone una riforma della legge elettorale, che avrebbe assegnato un "premio" pari al 65% dei seggi a quella coalizione di partiti che avesse superato il 50%.
Alle elezioni politiche del 1953 la coalizione centrista non raggiunge l'obiettivo del premio di maggioranza per poche migliaia di voti. La riforma, passata alla storia come "legge truffa", viene subito abrogata e si apre un periodo di forti instabilità di governo.
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