Home   Chi Siamo   Museo De Gasperi News   Newsletter   Link   Contatti   Crediti 
La biografia
I temi
I contesti storici
Gli archivi
I documenti d'archivio
I discorsi
I carteggi
Le opere
Gli articoli
La bibliografia
Le fotografie
I manifesti e le vignette
I filmati
La voce
I personaggi
Suggerimenti per l'uso
del sito
Struttura delle fonti
Tutte le notizie
13 marzo 2012
José Manuel Durão Barroso Presidente della Commissione europea a Ispra e Milano- Venerdì 16 e Sabato 17 marzo 2012
13 marzo 2012
Eurobarometro 76 – Rapporto nazionale Italia- Gli Italiani e l`Europa: crisi, sviluppo, informazione
8 marzo 2012
Ambiente: una migliore applicazione della normativa per ridurre i costi e migliorare l’ambiente
Cronologia dell'integrazione
Istituzioni dell'Unione



 
back
 
  Home > Percorsi > La Biografia > 1953-1954 - Introduzione > Il V Congresso della D.C. De Gasperi di nuovo Segretario politico  
LA BIOGRAFIA
 
Il V Congresso della D.C. De Gasperi di nuovo Segretario politico

Il V Congresso si tenne a Napoli dal 26 al 30 giugno 1954, sotto la presidenza di Giovanni Leone, nello stesso Teatro San Carlo dove si erano riuniti i congressisti della seconda assise del partito, nel novembre 1947. Segretario del partito era De Gasperi, ritornato alla responsabilità già avuta dal 31 luglio 1944 al 22 settembre 1946, dopo la mancata concessione di fiducia da parte della Camera dei deputati al suo VIII ministero; Presidente del Consiglio Mario Scelba, che guidava un governo D.C.-P.S.D.I.-P.L.I. (con appoggio esterno dal P.R.I.).
Al Congresso venero presentate tre relazioni: di Alcide De Gasperi su "Nella lotta per la democrazia", di Stanislao Ceschi su "L'attività del gruppo parlamentare al Senato", di Aldo Moro su "L'attività del gruppo parlamentare alla Camera".
De Gasperi pronunciò un discorso che intendeva essere, secondo quanto testimoniò poi Fanfani, il suo testamento politico. Dedicò la sua relazione al carattere cristiano del partito, al rapporto tra fede e politica, all'associazione organica al partito di esponenti di attività diverse dalla politica per rappresentare adeguatamente complessità ed esigenze della realtà sociale, al tema delle alleanze, in particolare a quella con il P.S.I., a condizione che rompesse il patto di unità d'azione con il P.C.I. e accettasse le alleanze internazionali fino ad allora stipulate. Una parte significativa del discorso fu dedicata all'unità del partito, in particolare ai problemi che si ponevano per la formazione di "correnti" legate alle diverse ipotesi di alleanze parlamentari. "Se siamo divisi o indeboliti dalle nostre discordie - disse -, diventiamo schiavi della situazione parlamentare. Non sarà il nostro pensiero programmatico che creerà congruenze e convergenze, ma sarà la situazione parlamentare, la ferrea necessità di avere un governo che ci costringerà a qualunque coalizione, senza condizioni... Con ciò il partito rischia di perdere la fiamma dei suoi ideali né può alimentare le speranze dei giovani; e diventa una macchina elettorale che arrugginisce. Noi siamo già sull'orlo di questo destino".
Nel dibattito che seguì la relazione del Segretario, nel quale intervennero 43 delegati, si configurarono sostanzialmente tre posizioni: quella di Giovanni Gronchi - che espose una linea alternativa, sia sul piano programmatico che su quello tattico, a De Gasperi e critica verso le posizioni di "Iniziativa democratica", ma che non presentò una sua lista per l'elezione del Consiglio Nazionale -; quella della destra e quella di "Iniziativa democratica", la corrente della "seconda generazione". Per l'elezione del Consiglio Nazionale presentò una sua lista anche Giulio Andreotti, la lista "Primavera", con De Gasperi capolista.
La maggioranza dei sessantatré consiglieri nazionali eletti - molti dei quali per la prima volta - risultò di "Iniziativa democratica". Nella prima riunione dei nuovi consiglieri nazionali, il 16 luglio '54, De Gasperi venne rieletto per acclamazione Presidente del Consiglio Nazionale; Amintore Fanfani veniva eletto invece nuovo Segretario politico, con 59 voti su 71 (la minoranza di "Forze Sociali" non partecipò alla scelta degli organismi dirigenti del partito). La nuova Direzione risultò quindi espressione della sola maggioranza, ma l'equilibrio dei gruppi e le intese fino d allora stabilite vennero sconvolti, pochi mesi dopo, dalla morte di De Gasperi, il 19 agosto 1954.