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  Home > Percorsi > La Biografia > 1946-1947 - Introduzione > Il I Congresso della D.C.  
LA BIOGRAFIA
 
Il I Congresso della D.C.

Il I Congresso della Democrazia Cristiana si tenne a Roma dal 24 al 28 aprile 1946. Nei mesi precedenti, durante il periodo clandestino, in alcune province, o dopo la Liberazione in altre, si erano svolti Congressi provinciali, regionali o interregionali (come il Congresso della D.C. del Mezzogiorno, Bari, 27-29 gennaio 1944; il Congresso della D.C. dell'Italia libera, Napoli 16-18 aprile 1944, o il Congresso clandestino regionale della D.C. toscana, Firenze, 4 giugno 1944; il Congresso interregionale, Napoli 29-30 luglio 1944). In questi Congressi cominciò a profilarsi la fisionomia della classe dirigente del partito e i caratteri dell'organizzazione che avrebbe compiutamente assunto negli anni successivi.
Alcide De Gasperi, Segretario del Partito, che nel '46 era anche Presidente del Consiglio e ministro degli Affari Esteri, tenne una relazione su " Linee programmatiche della DC " e fornì alcuni dati statistici: al momento della rilevazione, gli iscritti erano risultati 1.054.000 (aumentati a 1 milione e mezzo al momento del Congresso), di cui 253.000 donne. Le Sezioni costituite risultavano allora 7171. Una importante attività era già stata svolta anche dal Movimento giovanile che aveva organizzato, nei mesi precedenti, un Convegno nazionale, 13 Convegni regionali e 152 Convegni provinciali. Il partito risultava disporre, nella primavera del '46, di nove quotidiani e di 80 settimanali.
Il Congresso fu dominato dalla relazione di Guido Gonella, direttore de "Il Popolo", sui princípi fondamentali della Costituzione, che avrebbe dovuto essere elaborata e approvata dall'Assemblea Costituente, e della struttura dello Stato.
Su "La partecipazione della D.C. alla Resistenza per la liberazione dell'Italia dal nazifascismo" svolse una relazione Enrico Mattei fornendo le cifre dell'impegno del partito nella Resistenza. Secondo i dati da lui indicati, il totale dei partigiani dc era stato di circa 65.000 uomini, raggruppati in 181 brigate; i caduti erano stati 1976, i feriti 2439, i prigionieri 337. La quarta Relazione del Congresso fu svolta da Attilio Piccioni - vice Segretario del partito insieme a Bernardo Mattarella e a Giuseppe Rossetti - su "La forma istituzionale dello Stato: repubblica o monarchia".
In quella occasione, Piccioni annunciò i risultati della consultazione interna, che era stata indetta circa nove mesi prima, dal Consiglio Nazionale del 31 luglio 1945. I dati pervenuti da 86 Comitati provinciali (da assumere con cautela, data la diversità delle rilevazioni fatte dalle Sezioni che in alcuni casi non avevano indicato il numero dei partecipanti al sondaggio, ma quello degli iscritti) indicavano che su 836.812 votanti, 503.085 si erano pronunciati per la Repubblica, 146.061 per la Monarchia; 187.666 si erano invece espressi a favore di un atteggiamento agnostico del partito.
Sulla questione istituzionale il Congresso votò comunque un ordine del giorno con un chiaro indirizzo repubblicano (730.500 furono i voti a favore, 252000 quelli contrari, 79000 gli astenuti e le schede bianche), pur lasciando libertà di voto agli iscritti nel referendum del 2 giugno 1946.
Il Congresso elesse 60 consiglieri comunali nazionali (i primi due eletti risultarono Alcide De Gasperi e Attilio Piccioni). Facevano parte del Consiglio Nazionale sette membri di diritto. Il partito uscì dal I Congresso con una forte immagine di unità non dovuta soltanto all'approvazione di unificare in un solo listone le otto liste presentate per l'elezione del Consiglio Nazionale, ma da una reale convergenza di programma e di indirizzo politico.
Dopo il Congresso, De Gasperi venne confermato Segretario politico; Attilio Piccioni fu eletto Vice Segretario unico (in luogo dei tre precedenti). Tenne questa carica fino al 22 settembre 1946, quando venne eletto Segretario del partito, succedendo a De Gasperi.