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  Home > Percorsi > La Biografia > 1911-1918 - Introduzione  
LA BIOGRAFIA
 
1911-1918 - Introduzione
 
  • L'elezione al Parlamento di Vienna
  •  
     
  • La I guerra mondiale e il Segretariato per i profughi
  •  
     
    L'attività svolta dai cattolici trentini sul piano sociale ed economico contribuì all'affermazione della supremazia del loro movimento, nel primo decennio del Novecento, anche su quello politico. Nelle elezioni del 1911 per il Reichsrat, i popolari - l'Unione Politica Popolare e il Partito Popolare Trentino, costituito nel 1905 - riuscirono ad eleggere sette loro candidati, fra i quali De Gasperi.
    A Vienna, De Gasperi continuò il suo impegno per difendere l'identità italiana del Trentino e i suoi valori, per l'istituzione di una Facoltà giuridica ed economica di lingua italiana nell'Università della capitale dell'Impero, per tutelare gli interessi della gente della sua terra.
    L'assassinio dell'arciduca ereditario d'Austria, Francesco Ferdinando, e di sua moglie, a Sarajevo, il 28 giugno 1914, mutò tragicamente lo scenario europeo. Il 28 luglio l'Austria dichiarò guerra alla Serbia. Nei giorni successivi scattò il meccanismo delle alleanze: alle mobilitazioni degli eserciti dei vari paesi europei seguirono le dichiarazioni di guerra. Nel giro di pochi giorni cominciò così la guerra europea, la "grande guerra". Dal 1917 vi avrebbero preso parte anche gli Stati Uniti. Senza esito rimasero gli appelli del Papa contro "l'inutile strage".
    Fra le potenze impegnate nei due opposti campi della Triplice Alleanza e della Triplice Intesa, l'Italia - alleata dell'Austria e della Germania, ma in contrasto con l'Austria per la questione delle terre irredente e per contrapposti interessi nei Balcani - proclamò inizialmente, il 3 agosto 1914, la propria neutralità, avvalendosi di una interpretazione letterale del trattato della Triplice, che non aveva carattere offensivo.
    De Gasperi, che aveva considerato la Triplice Alleanza una garanzia di pace, continuò ad occuparsi del futuro del Trentino. Con la guerra la questione territoriale era divenuta di attualità. Nel periodo della neutralità italiana si incontrò così, a Roma, con l'ambasciatore austriaco, Karl Macchio, con il pontefice Benedetto XV e, in modo del tutto riservato, con il ministro degli Affari Esteri del Regno d'Italia, Sidney Sennino, con il quale valutò le condizioni del Trentino e l'esito di un eventuale plebiscito.

    L'entrata in guerra dell'Italia, il 24 maggio 1915, a fianco delle potenze della Triplice Intesa, mutò notevolmente il quadro delle alleanze e lo scenario militare, impose altri temi al dibattito politico. Anche nell'Impero austroungarico le condizioni della lotta politica furono profondamente trasformate. A Trento fu pubblicato, il 22 maggio, l'ultimo numero de "il Trentino", imbiancato dalla censura. De Gasperi decise così la sospensione delle pubblicazioni prima che il giornale venisse sequestrato.

    Negli anni del conflitto, quando il Parlamento di Vienna rimase chiuso - dal 25 luglio 1914 al 30 maggio 1917 -, De Gasperi continuò una intransigente opposizione ad ogni forma di "germanizzazione", ad un programma preordinato di "sradicamento dell'elemento italiano con metodi militari". Allo scoppio del conflitto una parte della popolazione trentina era stata infatti trasferita e condotta nei campi di internamento. Un mandato di cattura era stato emesso, il 1° marzo 1916, anche nei confronti del vescovo di Trento, mons. Endrici, poi trasferito verso l'interno del paese sotto uno stretto controllo della polizia.
    Dopo alterne vicende sui campi di battaglia, il 24 ottobre 1918, esattamente un anno dopo la disfatta di Caporetto, gli italiani passarono all'offensiva sul Grappa e sul Piave. L'impero austro-ungarico era già in piena dissoluzione. L'Assemblea politica dei rappresentanti delle minoranze nazionali dell'Impero, riunita a Praga il 17 maggio 1918, aveva chiesto per le nazionalità l'emancipazione e il diritto di autodecisione. Al Parlamento di Vienna, De Gasperi dichiarava l'il ottobre 1918 che la popolazione del Trentino si attendeva dal trattato di pace il riconoscimento del principio nazionale e la sua effettiva applicazione agli italiani che vivevano nell'Impero.
    Le truppe italiane entrarono a Trento il 3 novembre 1918, mentre De Gasperi si trovava a Berna con altri deputati del Trentino alla ricerca di aiuti alimentari per le popolazioni italiane dell'Impero e per consegnare all'ambasciatore italiano in Svizzera un promemoria con le loro richieste in vista delle trattative per l'armistizio.
    Richiamati a Roma dal governo, De Gasperi e gli altri ex deputati al Parlamento austriaco, giunsero nella capitale il 6 novembre dopo un viaggio trionfale, acclamati dalla folla che vedeva in loro il simbolo del ricongiungimento alla patria delle terre irredente.