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L'attività giornalistica
Già durante gli anni dell'Università De Gasperi aveva svolto una significativa attività giornalistica: aveva collaborato, fra l'altro, alla "Reichspost", l'organo dei cristiano-sociali austriaci, pubblicato alcuni articoli su "Il domani d'Italia", organo ufficiale del movimento democratico cristiano italiano (all'inizio del '900 ancora inserito nell'Opera dei Congressi), scritto cronache e commenti su "Fede e Lavoro" e "La Voce Cattolica", diretta da don de Gentili, di cui il 1° settembre 1905 divenne direttore (il contratto di assunzione era stato tuttavia stipulato un anno prima, il 4 ottobre 1904). A questa posizione di responsabilità De Gasperi era stato chiamato dall'ultimo principe-vescovo di Trento, mons. Celestino Endrici, nominato il 15 marzo 1904 vescovo di una Diocesi che comprendeva 624 chiese, con 825 preti secolari per la popolazione italiana e 285 per quella tedesca. Mons. Endrici, "un vescovo sociale alla maniera belga" che appartenne, come scrisse De Gasperi, "a quella generazione dinamica e militante che aveva subíto l'influsso e la suggestione del programma di Leone XIII", contribuì in maniera decisiva a orientare De Gasperi verso l'impegno sociale prima - secondo gli indirizzi della Rerum Novarum - e politico poi. Ne seguì costantemente vicende e difficoltà, fino alla morte, nel 1940.
Negli articoli sulla "Voce Cattolica" (che all'inizio del secolo aveva una tiratura di 2.000 copie) e poi, dal 17 marzo 1906, su "Il Trentino" - che fu la continuazione della precedente esperienza editoriale, con una nuova testata -, De Gasperi difese con coerenza l'italianità del Trentino, specialmente dopo la fondazione, da parte del bavarese Guglielmo Rohmeder, del Tiroler Volksbund.
L'obiettivo dichiarato del giornale era di "ricostruire l'unità del Trentino sulla triplice base della religione, dello spirito positivamente nazionale, della democrazia". Né irredentista né nazionalista, De Gasperi parlava e scriveva semmai di "coscienza nazionale positiva". La difesa dell'italianità era fatta nel quadro istituzionale dell'Impero. De Gasperi condusse inoltre una coerente campagna per la piena attuazione del suffragio universale e per il voto obbligatorio, in contrapposizione ai liberali e ai socialisti.
Le sue collaborazioni, i suoi commenti costituiscono anche una interessante lettura, dall'osservatorio del movimento cattolico trentino - che non aveva la tradizione intransigente e astensionistica di quello italiano, che non era stato condizionato nel suo sviluppo dal conflitto fra lo Stato e la Chiesa, né si era posto in rapporto dialettico con lo Stato - delle esperienze dei cattolici italiani, al tempo dell'Opera dei Congressi e poi delle Unioni, delle tendenze del movimento cristiano-sociale - guidato nella capitale dell'Impero austro-ungarico da Karl Lueger -, delle iniziative e delle attività dei cattolici tedeschi.
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