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     Il progetto e i protagonisti | Presentazione del progetto

Presentazione del progetto

Approfondire la conoscenza dell’Europa significa anche farne esperienza!
Documentazione di alcuni eventi correlati.

Diversamente da quanto comunemente ritenuto, la paternità della formula Stati Uniti d’Europa, prima ancora che a Victor Hugo, andrebbe riconosciuta al federalista milanese Carlo Cattaneo, che nel 1848 scriveva:
“L’Oceano è agitato e vorticoso e le correnti vanno a due capi: o l’autocrate o gli Stati Uniti d’Europa”.
L’anno successivo continuava e completava:
“Il principio della nazionalità dissolverà i fortuiti imperi….e li frantumerà in federazioni di popoli liberi. Avremo la pace solo quando avremo gli Stati Uniti d’Europa”.
Rimane indeterminato se e come la formazione di un’Europa Unita potrà portare alla pace universale, che Cattaneo propugnava alla metà dell’Ottocento.
 Il processo di unificazione, allora solo adombrato in una formulazione chimerica, è oggi una realtà con una sua precisa visibilità, interna e internazionale.
Gli ultimi decenni hanno visto una accelerazione in questo processo, che ha portato, sotto il profilo monetario, alla nascita della Banca Centrale Europea, un vero potere federale centralizzato e al varo della moneta unica, l’euro. Accanto a una serie di altre istituzioni, come la Commissione europea, il Consiglio intergovernativo, il Parlamento europeo, la Corte di Giustizia, solo per citarne alcune.
Oggi c’è consapevolezza che l’Europa è, sotto il profilo giuridico-istituzionale, un complesso di difficile definizione, qualcuno ha usato l’espressione di “ircocervo”, per sottolineare la natura in= districabile di questa originale formazione,  in via di composizione secondo criteri e modalità inediti, nel panorama della storia degli Stati.
Un gruppo di docenti trentini, in collaborazione con l’Istituto Luigi Sturzo di Roma, si è posto, tre anni fa, il compito di proporre questa articolata realtà all’attenzione dei propri studenti, partendo da una manifestata sensibilità per la tematica.
Si è pensato di impegnare i discenti in un’indagine che permettesse loro di capire, nelle sue grandi linee, il presente, partendo dalle radici storiche e dalla tradizione della diversità, di cui la cultura politica e il fattore morale europeo è stato impregnato.
Si è inoltre stabilito che una ricerca con una tale finalità avrebbe potuto vedere accresciuto il proprio valore aggiunto se condivisa da una pluralità di Istituti scolastici, che avrebbero potuto declinare il tema individuato secondo una precisa divisione del lavoro di ricerca.
La valenza internazionale doveva essere garantita dalla presenza di istituti di altri paesi europei.
Gli esiti sarebbero stati presentati in un momento di restituzione comune, al quale avrebbero partecipato tutti gli attori del progetto.
Si è scelta la figura di Degasperi, come perno di una riflessione ad ampio respiro, che, ripercorrendo la biografia dello statista, permettesse di descrivere alcuni momenti significativi che si andavano delineando nel processo di formazione dell’unificazione europea.
Il convegno si è  tenuto a Trento nell’aprile del 2005 e ha visto la partecipazione di classi del liceo classico Giovanni Prati, dell’Arcivescovile, del Convitto Nazionale Vittorio Emanuele II di Roma, di un  Gymnasium di Vienna. Gli studenti di ogni scuola hanno preparato e svolto una relazione su un aspetto della politica, interna ed estera, di Degasperi e preventivamente concordato, davanti ai loro coetanei delle altre scuole.
Un gruppo di tutor scientifici, dell’Istituto Trentino di Cultura, dell’Università di Trento, dell’Università di Milano, aveva  affiancato ogni classe, fornendo un importante supporto di indirizzo e per garantire la correttezza scientifica e la plausibilità delle tesi sviluppate nelle singole relazioni
I soddisfacenti risultati ottenuti in quella occasione, hanno spinto il gruppo originario di docenti a dare continuità al progetto.
Il 24 novembre 2006, sempre a Trento si è tenuto un secondo incontro, dal titolo, “I Padri dell’Europa”, che ha ricalcato la struttura del precedente. Oltre al liceo Prati, scuola capofila,  all’Arcivescovile, al convitto Nazionale di Roma, hanno aderito l’Istituto di Istruzione Celestino Degasperi di Borgo, il Lichtenbergschule Gymnasium di Darmstadt in Germania e il liceo Fabert di Metz, in Francia.
Ogni scuola ha scelto, come tema di approfondimento, un “Padre dell’Europa” (Jean Monnet, Konrad Adenauer, Robert Schumann, Alcide Degasperi, Carlo Sforza, Altiero Spinelli). Due ulteriori relazioni si sono concentrate sulle “Origini ottocentesche dell’idea di Europa” e su “L’Europa di oggi e i suoi processi d’integrazione”.
Il bilancio dell’esperienza è stato positivo per una serie di motivi.
In primo luogo, per la concentrazione  su un aspetto centrale nella vita presente e futura delle nuove generazioni: la tendenza alla formazione di un’unità europea.
La conoscenza dei caratteri del processo, nelle sue origini e in itinere, è una precondizione volta a garantire alle nuove generazioni la capacità di inserirsi a pieno titolo e con consapevolezza di prospettiva nella nuova realtà
Il mercato del lavoro ha ormai una dimensione continentale e il compito delle istituzioni scolastiche e formative è di fornire ai giovani gli strumenti adeguati per inserirsi con piena consapevolezza in questa realtà. La conoscenza delle lingue straniere, la consuetudine al confronto con altre culture e tradizioni, con diverse metodologie di apprendimento, la continua esposizione a forme organizzative e di valutazione diverse e altre rispetto a quelle a cui si è comunemente abituati, sono altrettanti aspetti che dovrebbero partecipare al completamento, arricchimento e integrazione del bagaglio formativo di un giovane oggi.
Purtroppo la scuola non sembra sempre preparata ad affrontare questa sfida formativa, che comporta un profondo cambiamento nelle relazioni e nelle dinamiche tra i soggetti operanti nella struttura scolastica e uno sforzo di riposizionamento culturale, volto ad elevare il livello di preparazione e di mobilità del personale docente e non, oltre a quello dei discenti, nella scuola.
Ogni sfida è, al tempo stesso, una grande opportunità: di crescita, di rafforzamento, di confronto, di espansione, di arricchimento.
Esperienze come quella descritta possono svolgere un ruolo di sollecitazione, promuovere relazioni, collegamenti, avviare revisioni curricolari e/o disciplinari.
Da questo punto di vista, la ricerca sviluppata dalle singole scuole per allestire la relazione da presentare al convegno ha rappresentato un momento utile di riflessione e di ricerca-azione nelle metodologie didattiche e nella loro attuazione.
Nei contenuti, in primo luogo, quando si consideri come l’indagine sui processi di formazione dell’unità europea induca verso una prospettiva di lettura dei fenomeni politici, socioculturali ed economico-finanziari che si richiama alla dottrina delle relazioni internazionali, disciplina spesso negletta nello studio della storia svolto nelle scuole secondarie, quando non viene colpevolmente banalizzata a studio dei rapporti diplomatici tra le potenze statuali. Già questo è un rilevante progresso, un’acquisizione rispetto al modello tradizionale di fare storia.
In secondo luogo, ma questo aspetto non è gerarchicamente subordinato al precedente, la scelta tematica di un momento della storia europea legato al secondo dopoguerra, impone una ristrutturazione del continuum storico in funzione di centri tematici, attorno ai quali si possono costruire dei filoni significativi di ricerca e di approfondimento.
Così è stato nel caso dell’indagine sul ruolo svolto da alcune personalità europee nel configurare e promuovere il processo di unificazione europeo. L’indagine non si è limitata a proporre una lettura in chiave biografica delle diverse figure, ma ha allargato la lettura della contingenza storica alle direttrici di politica estera, alla balance of power sottesa a queste direttrici, alle correlazioni e interdipendenze presenti e operanti nella realtà storica di riferimento per questi statisti.
Ottenendo, in tal modo, una più chiara comprensione dei fenomeni storici nella loro complessità intrecciata e imparando a gestire categorie di interpretazione storica, operanti in senso orientante e discriminante sull’empiria, prima facie caotica del divenire storico.
La pluralità delle fonti di ricerca utilizzate dai singoli gruppi classe e rispecchiati nella restituzione, fatta in comune, tra i gruppi classe, riflettenti approcci e modelli interpretativi diversificati, offre occasioni di esercizio del confronto critico e di arricchimento personale.
Questo ultimo punto rimanda ad un tema più generale, che riguarda la memoria e il suo rapporto con la storia.
La memoria scaturisce da un  gruppo di cui essa contribuisce a saldare la solidarietà identitaria. Rende singolari e particolari. La storia è il risultato di un  lavoro sottoposto a procedure stringenti. Appartiene a tutti e a nessuno, s’interessa solo alle evoluzioni e ai rapporti delle cose.
Walter Benjamin distingueva tra la memoria trasmessa e quella vissuta o acquisita.
La memoria trasmessa è tutto quello che passa da una generazione all’altra, compresa la storia e il suo insegnamento. La memoria acquisita è tutto quello che è arrivato solo a te o quello che tu senti come tale.Nel mondo contemporaneo c’è sempre meno memoria trasmessa e sempre più memoria acquisita. E ciò si deve all’accelerazione sempre più rapida della storia che fa vivere tutti noi sotto il segno permanente della perdita.
Tra l’altro, si è diffusa l’idea che la memoria [acquisita], rispetto alla storia, detenga un privilegio che trae dalla morale, una forma di verità superiore, che la storia non raggiungerà mai.
Hegel sostiene che la filosofia deve trasformarsi da “amore per il sapere”, in “ vero sapere”: una trasformazione analoga dobbiamo realizzare per la storia e per il suo insegnamento.

Un’ultima considerazione: l’esigenza primaria da perseguire riguarda, si è detto, l’esposizione internazionale dei nostri giovani. Momenti come quelli del convegno su “I Padri dell’Europa” ha sortito tra l’altro questo importante obiettivo, permettendo di stabilire contatti e relazioni stabili e, si auspica, durature.

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