Contesto
Italia
Europa
alcide De Gasperi
Padri fondatori
I luoghi
     I Padri Fondatori | Konrad Adenauer | Politica estera

Politica estera

Mentre la Germania si conquistava la stabilità politica interna ed era fiduciosa in una pronta ripresa, in politica estera aveva alcuni ostacoli da superare.

Germania e Unione Sovietica

Come membro della CDU Adenauer era un cristiano convinto. Egli e il suo partito erano per  un ordinamento economico nuovo, liberale. Cristianesimo e anticomunismo erano per Adenauer il cuore del problema già fin dalle elezioni del 1949. Questo obiettivo è determinante per comprendere il comportamento di Adenauer nei confronti del comunismo. Una politica socialista e la rimozione dei valori cristiani, propria del comunismo, sono aspetti che chiaramente contrastano con le tendenze di Adenauer.
Proprio nel bel mezzo dei negoziati intrapresi con le potenze occidentali cadde il 10 marzo 1952 l’offerta di Stalin di “considerare immediatamente la proposta di un trattato di pace con la Germania”, per redigerlo “ con la diretta partecipazione della Germania, rappresentata dal governo di tutto il popolo tedesco”. Le reazioni della popolazione tedesca alle cosiddette Note di Stalin furono profondamente divise. Adenauer e le potenze occidentali videro nella dichiarazione sovietica il tentativo di rinviare la firma dei trattati con l’Occidente. Il governo tedesco non si lasciò però distogliere dalla continuità della sua politica estera dalle “Note di Stalin” e  il 26 maggio 1952 firmò a Bonn il trattato tedesco.
Nonostante violente proteste da parte delle potenze occidentali, Adenauer nel settembre del 1955 effettuò il suo primo viaggio a Mosca. Tra gravissime difficoltà, ottenne la liberazione degli ultimi 10.000 prigionieri di guerra tedeschi che si trovavano in Unione Sovietica. Come contropartita Adenauer accettò di aprire relazioni diplomatiche con l’Unione Sovietica, congelate a causa della dottrina Hallstein. In seguito, la Repubblica federale tedesca rivendicò la rappresentanza esclusiva dello stato germanico e non riconobbe la legittimità della Repubblica democratica tedesca. La BDR (Rep.federale tedesca, n.del trad.) interpretò l’avvio di relazioni diplomatiche di stati terzi con la DDR (Rep. Democratica tedesca, c.s.) come un atto di scortesia e si rifiutò  di intrattenere rapporti con questi stati.
Ma: l’aver ottenuto il ritorno dei prigionieri di guerra va ancor oggi attribuito ad Adenauer  come uno dei suoi più grandi successi in politica estera.

Germania e Francia

La politica franco-tedesca dopo la seconda guerra mondiale sotto il cancelliere Adenauer fu una politica di riconciliazione. L”ostilità ereditaria” che durava da generazioni  fra i due paesi confinanti nel cuore d’Europa doveva essere smantellata per assicurare una pace di lunga durata. Inoltre, a causa dell’aumento di potere dell’Unione Sovietica, la Repubblica federale voleva legarsi più fortemente alle potenze occidentali, per non correre il pericolo di essere inglobata nell’Unione Sovietica.
Con la politica di riconciliazione ci si riproponevano alcuni obiettivi. Con la guerra del 1870/71 e la prima guerra mondiale i rapporti franco-tedeschi si erano fortemente logorati. Sebbene tra le due guerre mondiali si fosse compiuto un primo processo di riavvicinamento, per il quale nel 1926 i due ministri degli esteri Aristide Briand, come rappresentante della Francia, e Gustav Streseman, come rappresentante tedesco, avevano ricevuto il premio Nobel per la pace, molti tedeschi erano maldisposti  verso il popolo vicino a causa del trattato di Versailles del 1919, che da settori della popolazione era chiamato “pace della vergogna”. Tra i Francesi l’immagine del vicino era stata negativamente influenzata dalla cupa memoria dell’occupazione tedesca durante la seconda guerra mondiale e per molti l’immagine del tedesco tipico derivava dall’ottuso soldato brutale.

La lunga via verso ovest

Gli obiettivi prioritari di Adenauer  dopo la seconda guerra mondiale erano da un lato l’uscita della Germania dall’isolamento in politica estera e dall’altro la riunificazione tedesca. Già nell’autunno del 1945 riconobbe tuttavia che la riunificazione era ancora assai lontana e si sarebbe potuta ottenere più in là solo con una “politica di forza”. In conseguenza di ciò si dedicava con maggior insistenza ad un riavvicinamento con le potenze occidentali, per affrancare la Germania dall’isolamento in politica estera. Per Adenauer questo avvicinamento poteva essere conseguito solo con la costruzione di una comunità europea e quindi con l’integrazione in essa, e in questo si vedeva in linea con l’aspirazione francese alla sicurezza. Per giunta era del parere che la concezione federale di un’Europa unita fosse propizia al superamento della condizione di isolamento. Mentre considerava il sostegno americano una condizione fondamentale per una politica estera tedesca di successo, mirava ad una forte intesa economica con la Francia per garantirsi un buon rapporto politico.
Il cammino per un’Europa unita era per il momento accidentato. Ma il motto di Adenauer era:

“Non si può mai dire ‘troppo tardi’. Anche in politica non è mai troppo tardi. C’è sempre tempo per un nuovo inizio.”

Il primo problema con cui Adenauer doveva confrontarsi era la richiesta degli alleati di smantellare una gran parte dell’industria pesante tedesca. A questo punto occorreva trovare una via di mezzo tra il bisogno di sicurezza degli alleati e la sopravvivenza di un’economia tedesca. Alla fine, su pressione degli USA, Gran Bretagna e Francia acconsentirono ad un compromesso. Esso prevedeva una forte riduzione dello smantellamento come pure l’istallazione dell’amministrazione della Ruhr, che assumeva l’impegno di controllo sulla produzione e spartizione dei beni del distretto. Il primo passo verso l’avvicinamento alle potenze occidentali era compiuto.
Tuttavia all’aspirazione di Adenauer di entrare a far parte nel 1949 del Consiglio di Europa, da poco fondato, era d’ostacolo la dipendenza tedesca dalle potenze occidentali in politica estera. Oltre a ciò la Francia chiedeva la cessione permanente del territorio della Saar. A questo Adenauer reagì con le rimostranze alla Francia per voler agire contro un’Europa unita e pretese inoltre dagli alleati una Replique (Replica) alla sua disponibilità. Il 31 marzo 1950 la Germania ottenne un espresso invito del Consiglio d’Europa a diventarne membro associato. Ormai nulla ostacolava più un’estensione delle relazioni europee.
Quando il ministro degli esteri francese Schuman, il 9 maggio 1950, presentò un piano da lui elaborato che prevedeva un’associazione tra l’industria dell’acciaio e del carbone di Francia e Germania, Adenauer approvò entusiasta. Da questo accordo, il 18 aprile 1951, derivò la Comunità Europea del Carbone e dell’Acciaio (CECA), chiamata anche Unione mineraria e metallurgica, che rappresenta la prima organizzazione transnazionale europea. Gli stati membri furono Francia, Germania, Italia e Benelux.
Il passo successivo fu l’esigenza di un riarmo della Germania, che diventò importante con la guerra di Corea e il conseguente inasprimento della guerra fredda. Fin dallo scoppio della guerra gli USA cercavano un coinvolgimento della Germania occidentale nella NATO, fondata nel 1949, cui però si opponeva fortemente la Francia per ragioni di sicurezza politica.
Adenauer chiedeva in cambio della collaborazione militare un ripristino della sovranità tedesca. Così il 26 maggio 1952 si giunse alla firma del “Trattato tedesco”, che significava la conclusione dello statuto di occupazione della Germania.

Adenauer  vedeva nel progetto di un’unione economica europea la possibilità tanto di rafforzare per lungo tempo le relazioni franco-tedesche quanto di garantire una durevole crescita comune dell’Europa. Favorito dal riconoscimento francese della sua politica durante la crisi di Suez, trovò con la Francia un accordo su tutti i punti. Il 25 marzo del 1957 furono firmati a Roma i trattati per la fondazione della Comunità Economica Europea ( CEE) e della Comunità Europea per l’Energia Atomica (EURATOM). Mentre l’EURATOM ebbe scarso peso nella politica europea successiva, la CEE rappresentò una pietra miliare nel processo di unificazione.

I passi successivi verso una comunità europea Adenauer li fece insieme al nuovo presidente francese, de Gaulle. Nonostante importanti differenze, nel 1958 si giunse al loro primo incontro per un avvicinamento e un primo discorso su un’”Unione Politica Europea” (EPU) che doveva incrementare una cooperazione europea anche in ambito culturale, politico, militare. Questa però fallì per la forte opposizione (francese, n.d.trad.) verso Usa e Gran Bretagna. Il fallimento delle trattative sull’Unione Politica Europea ebbe tuttavia il risultato di rendere sempre più importanti le relazioni franco-tedesche. Dopo una serie di ulteriori colloqui tra de Gaulle e Adenauer, il 22 gennaio del 1963 si giunse alla firma del trattato dell’Eliseo. Questo trattato collegava le une alle altre, durevolmente, le aspirazioni di entrambi gli stati sotto il profilo della politica estera, culturale e dell’istruzione.
Così Konrad Adenauer alla fine del suo mandato non aveva solo contribuito a comporre “l’inimicizia ereditaria” tra Francia e Germania, ma anche a creare le condizioni per il successivo processo di integrazione europea.
La conclusione del suo governo come cancelliere fu offuscata dalla sua ostinata lotta per rimanere in carica il più a lungo possibile. Nel 1963 dovette lasciare l’incarico di cancelliere della Repubblica federale a Ludwig Ehrard.
Un conoscente di Adenauer lo dipinse così:
Non so proprio che cosa abbiano tante persone contro Adenauer. Io lo conosco davvero da più tempo e meglio di tutti. E’ più inaffidabile di un Francese, più bugiardo di un Inglese, più brutale di un Americano, più impenetrabile di un Russo – insomma l’uomo giusto per il nostro popolo battuto e maltrattato!”.

torna su