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     I Padri Fondatori | Jean Monnet | Una “laboriosa creazione”:

Una “laboriosa creazione”


jean monnet

CONVITTO NAZIONALE VITTORIO EMANUELE II
LICEO SCIENTIFICO
Roma

Una “laboriosa creazione” :
il contributo di Jean Monnet al processo di edificazione dell’Europa

Forse un giorno qualcuno racconterà la storia dell’Europa con la forma dell’epopea… la nascita dell’Europa, vista a distanza di tempo, apparirà come un’avventura folgorante (Monnet cittadino d’Europa, pag. 347).
Così si esprimeva Jean Monnet, quando, quasi novantenne, decideva di ritirarsi dalla vita politica  per dedicare le ultime energie alla stesura delle sue Memorie, destinate “ai giovani che cercano di vivere una vita utile agli altri”.
In questa presentazione sarà soprattutto lui a parlare, attraverso frequenti riferimenti a questo suo scritto, che è al tempo stesso la storia della sua vita e della “laboriosa creazione” dell’Europa.
Ho cominciato a scrivere un libro che, lo spero, aiuterà coloro che domani mi leggeranno, a capire ciò che abbiamo fatto, la filosofia delle idee e le ragioni profonde che hanno spinto i nostri paesi all’unificazione europea (ibidem, pag. 381).

jean monnet

Monnet pronunciava queste parole nel 1975, venticinquesimo anniversario della proposta di costituzione di un’Alta Autorità sovranazionale, il progetto politico al quale egli aveva consacrato tutte le sue forze per un quarto di secolo. Il 9 Maggio 1950, infatti, nel Salone dell’Orologio del Quay d’Orsay a Parigi, aveva avuto luogo un evento rivoluzionario, destinato a modificare in modo irreversibile la storia e la fisionomia del continente europeo: la celebre dichiarazione di Robert Schuman, Ministro degli esteri francese, presentata ad un’affollatissima conferenza stampa e direttamente ispirata alle idee e al metodo del suo amico e consigliere Monnet:
La pace mondiale non potrà essere salvaguardata se non con sforzi creativi, proporzionali ai pericoli che la minacciano.
Il contributo che un'Europa organizzata e vitale può apportare alla civiltà è indispensabile per il mantenimento di relazioni pacifiche. La Francia, facendosi da oltre vent’anni antesignana di un'Europa unita, ha sempre avuto per obiettivo essenziale di servire la pace. L'Europa non è stata fatta : abbiamo avuto la guerra.
L'Europa non potrà farsi in una sola volta, né sarà costruita tutta insieme; essa sorgerà da realizzazioni concrete che creino anzitutto una solidarietà di fatto. L'unione delle nazioni esige l'eliminazione del contrasto secolare tra la Francia e la Germania: l'azione intrapresa deve concernere in prima linea la Francia e la Germania.
A tal fine, il governo francese propone di concentrare immediatamente l'azione su un punto limitato ma decisivo.
Il governo francese propone di mettere l'insieme della produzione franco-tedesca di carbone e di acciaio sotto una comune Alta Autorità, nel quadro di un'organizzazione alla quale possono aderire gli altri paesi europei.
In questo storico evento è rintracciabile l’atto di nascita dell’Europa, l’avvio di un processo di integrazione che è tuttora in corso. Monnet aveva la consapevolezza dell’urgenza di “un’azione profonda reale, immediata” per fronteggiare, oltre ai problemi “in cui tutto l’Occidente era impegnato”, anche le paure e le inquietudini che, diffondendosi negli animi, rischiavano di generare atteggiamenti di fatalismo e resistenza al cambiamento.
Avevo capito che spesso è inutile affrontare le difficoltà che non esistono per se stesse, ma che sono prodotte dalle circostanze. Soltanto modificando le circostanze si può sbloccare la situazione di cui esse sono la causa o l’occasione. Invece di sprecare le mie forze su ciò che resisteva, mi ero abituato a cercare tra le situazioni prossime quelle che provocavano resistenza e a cambiarle (ibidem, pag. 219).

E’ proprio alla luce di queste riflessioni, fatte nel silenzio di lunghe camminate in mezzo alla natura, che Monnet concepì una visione innovativa per intendere e affrontare i rapporti tra due nemici irriducibili come la Francia e la Germania, tra i quali la storia, soprattutto quella dell’ultimo secolo, aveva eretto barriere insormontabili di tipo economico e militare. Egli temeva, infatti, il ripetersi degli errori del passato e per questo pensava che fosse necessario “ abbandonare la strategia del confronto per sperimentare quella del collegamento civile e culturale” (M.G. Melchionni, Europa unita sogno dei saggi, pag. 240). La guerra, che era stata fino a quel momento il mezzo naturale per risolvere le controversie tra i popoli e per stabilire l’egemonia di una parte su un’altra, aveva ridotto l’Europa a un continente materialmente prostrato e spiritualmente annichilito. Monnet, al quale, nel Gennaio 1946, era stata affidata la gestione del Piano di modernizzazione e di sviluppo economico del suo Paese, aveva potuto constatare la portata devastante del Secondo Conflitto Mondiale, che per i francesi aveva significato anche il culmine della contrapposizione con i vicini tedeschi, a seguito di quattro anni di occupazione nazista. Era perciò indispensabile superare questo tradizionale antagonismo.

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