Altiero Spinelli nasce a Roma nel 1907.
Appena diciassettenne, aderisce alla sezione giovanile del Partito Comunista e partecipa alla lotta clandestina.
Prudentissimo viene però arrestato nel 1927 a Milano. Non ancora ventenne viene condannato al Tribunale Speciale a 16 anni e a 8 mesi. Ne sconta dieci, di cui sei a Civitavecchia, scarcerato nel 1937,viene arbitrariamente mandato al confino sull’isola di Ventotene per altri 6 anni.
In carcere entra in contatto con personaggi di spicco dell’antifascismo, quali Umberto Terracini e Leo Valiani.
Passa il tempo studiando scienze, lingue, storia e filosofia.
Approfondisce le opere di Kant ed Hegel, maturando un certo distacco dalle tesi del Partito Comunista.
Al confino studia anche le opere dei federalisti anglosassoni come Lord Lothian e di Lionel Robbins.
Assieme a Rossi, Colorni, Ursula Hirshmann, sua futura moglie, nel ’41 redigerà il Manifesto per un’Europa Libera e Unita, meglio conosciuto come il MANIFESTO DI VENTOTENE, il documento che mette le basi del Movimento Federalista Europeo. Questo documento risulta un ampio dibattito al quale partecipa anche un gruppetto di confinati che
Spinelli ricorda nel suo Diario.
Con la caduta di Mussolini nell’agosto del 1943, Altiero Spinelli viene liberato.
Parte per Milano, dove a fine agosto, insieme a Ernesto Rossi, Giorgio Braccialarghe, Arturo Buleghin, Enrico Giussani, Ursula Hirshmann, fonda il Movimento Federalista Europeo di cui sarà anche segretario fino al 1962.
Qualche giorno dopo, parte con la moglie per la Svizzera, dove raggiunge Ernesto Rossi, conosce Ernesto Olivetti.
Nel ’44, grazie all’appoggio di Jean-Marie Soutou, rappresentante della France Libre, il neonato CFFE (Comitato Francese per la Federazione Europea) aderisce alle tesi del Manifesto di Ventotene.
Nell’aprile ’44 Spinelli parte per Parigi dove parteciperà ad una storica riunione in cui fonderà, assieme a politici e intellettuali inglesi, il Comitato Internazionale per la Federazione Europea.
Nel 1946, assieme ad Ernesto Rossi lascia il Movimento Federalista Europeo, nel quale rientrerà più volte nel corso della vita.
Nel ’57 è a Torino e il discorso che pronuncia al Congresso del popolo europeo contiene il nocciolo del suo pensiero: gli stati europei devono rinunciare a parte della loro sovranità; e il popolo europeo deve partecipare alla definizione di una costituzione che inquadri le forme e le responsabilità di una nuova forma di governo soprannazionale.
In Italia, Spinelli partecipa attivamente alla vita politica. Dal 1976 al 1983 è deputato alla sinistra della Camera, mentre dal 1970 al 1986 è deputato al Parlameto Europeo. La commisione presieduta da Spinelli, produce il trattato dell’Unione che sarà adottato il 14 febbraio 1984 dal Parlamento europeo con 237 voti favorevoli e 31 contrari. Il trattato prevede due novità: il principio di sussidiarietà e conciliazione per quanto riguarda la discussione di strategie nella cooperazione intergovernativa e l’integrazione comunitaria.
Nonostante questa parte non sia stata presa in considerazione dal Consiglio delle comunità, Spinelli, nel suo discorso al Parlamento europeo il 14 febbraio1983 dice:
“Giunto alla fine di un capitolo e all’inizio di un nuovo capitolo che probabilmente sarà portato a termine da altri, devo dire che, se le idee contenute in questo testo e nella risoluzione non fossero esistite nella mente della grande maggioranza di questo Parlamento, non sarei mai riuscito a mettervele."
Questo fu il suo ultimo messaggio lasciato all'Europa prima di morire a Roma il 23 maggio 1986.
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