Contesto
Italia
Europa
alcide De Gasperi
Padri fondatori
I luoghi
     Storia dell'idea di Europa | Dall’800 a oggi

Dall’800 a oggi

Agli inizi dell’800 la temperie culturale del Romanticismo si propagava rapidamente in Europa, e le idee giacobine raggiungevano i paesi più diversi, veicolate dagli eserciti napoleonici ; la Restaurazione era già minata dal sorgere delle società segrete e dal diffondersi degli ideali rivoluzionari di diversa matrice.

Le idee sulla pace e sulla opportunitą o meno nel pensiero e nell'opera di Giuseppe Mazzini
Espulso dalla Svizzera nel 1836, Mazzini, all’età di trentuno anni, si reca in Inghilterra, dove alloggia presso i fratelli Ruffini. La sua laurea in giurisprudenza non viene riconosciuta dai tribunali inglesi, e per questo motivo si dedica al giornalismo. In questi anni di attività all’estero, egli mantiene come scopo principale del suo lavoro la libertà e l’unità d’Italia. I mezzi che indica sono la cospirazione e la rivoluzione, appoggiate per motivi strategici  dal governo inglese. Mazzini inoltre ha la volontà di rilanciare la Giovine Italia in Europa e crea un ipotetico comitato centrale a Parigi. Nel 1841 entra in contrasto con alcuni pensatori del suo periodo, dal momento in cui nel suo pensiero  diventa fondamentale la nozione di popolo e di educazione, insegue, infatti, l’obbiettivo di creare una nazione basata su una maggiore uguaglianza sociale. Negli anni successivi, Mazzini è riconosciuto il rivoluzionario più autorevole d’Europa, ma viene abbandonato da alcuni seguaci, una parte dei quali vuole raggiungere risultati concreti con azioni rivoluzionarie .La sua volontà di unificare l’Italia lo porta ad iniziare una intensa attività di propaganda e a cercare appoggi politici: entra in contatto con il re Carlo Alberto, con il papa e con i popoli che volevano rendersi autonomi dall’impero asburgico. Il suo tentativo di agire sull’opinione pubblica ha lo scopo di ridurre al minimo il ricorso alla violenza. Una prova dell’efficacia della propaganda effettuata in quegli anni è la diffusione della parola "Italia", nonostante fosse proibito non solo scriverla ma anche pronunciarla.
Scritto da Giuseppe Mazzini dopo il convegno per l’utile generale del 1834, l’Atto di fratellanza delinea i tratti del legame che unisce le tre associazioni nazionali libere ed indipendenti, la Giovine Italia, la Giovine Polonia e la Giovine Germania, e prevede la formazione della Giovine Europa. Il documento si basa sui valori di progresso, sviluppo e concordia tra eguali; la libertą e l'eguaglianza vengono considerati sacri. Ogni uomo e ogni popolo ha una missione propria, che concorre in ugual misura al conseguimento del "fine generale" dell'umanitą. L’associazione dei popoli, così come l’associazione degli uomini, deve far dialogare l’interesse individuale  con lo sviluppo generale, in modo da trovare un compromesso tra un eccessivo individualismo ed un esclusivo spirito di sistema.
Nel Manifesto del Comitato democratico europeo, pubblicato in francese nel 1850, Mazzini evidenzia le motivazioni per cui la democrazia non è riuscita ancora a diffondersi  in Europa, e  riconosce nella mancanza di organizzazione la causa principale dell’insuccesso.  Mazzini indica nella concordia e nell’unione l’unica via per la vittoria. I due ostacoli maggiori per la diffusione dell’idea democratica nelle società europea sono, da una parte,gli eccessivi diritti individuali e, dall’altra, l’esclusivo spirito di sistema; Mazzini vede la soluzione del problema nel compromesso tra i due estremi. I veri avversari dei democratici sono i potenti, che hanno utilizzato a proprio favore i concetti democratici, distorcendoli .
La democrazia, secondo Mazzini, ha un origine divina: l’ordinamento sociale è costituito da Dio: la legge sociale al vertice, il popolo alla base. I punti fondamentali della democrazia sono l’associazione, la fratellanza, l’eguaglianza, la libertà.
L’uomo ha il dovere di migliorarsi e di conseguenza anche la società deve essere migliorata e trasformata.
È fondamentale per l’uomo avere una concezione morale che abbia a proprio fondamento i diritti dell’individuo quali la libertà di coscienza, di stampa e di commercio. L’unico modo per raggiungere questi diritti è l’associazionismo; quindi è importante la partecipazione alla vita politica.
Il pensiero di Mazzini è stato influenzato dalle impostazioni  filosofico-ideologiche di personalità o correnti politiche antecedenti o a lui contemporanee , quali il socialismo utopistico di Henri-Claude de SaintSimon e di Charles Fourier e il riformismo sociale di Joseph Proudhon
Per Mazzini il pensiero di SaintSimon è una fonte di idee fertili e vaste perché congiunge teoria e pratica. Egli si propone di costruire una interpretazione unitaria dei vari fenomeni naturali, con particolare riferimento a quelli umano-sociali, che soggiacciono ai principi della gravitazione universale, secondo una sua generalizzazione, forse opinabile ,  in tal modo gli uomini gravitando gli uni verso gli altri possono e devono cooperare.
Del pensiero di  Fourier Mazzini apprezza la denuncia verso la società razional-borghese del suo tempo, egli non si limita alla critica dell’incapacità dei governanti, ma vuole rifondare l’ordine socio politico sull’analisi del carattere passionale della natura umana. Per essere giusta la nuova società deve organizzarsi in armonia con la passionalità degli uomini e procurare loro la felicità; tale ordine sociale può derivare solo da una nuova strutturazione socio-economica che permetta ad ogni individuo di svolgere un lavoro consono alle proprie inclinazioni.
Mazzini sostiene che la tesi di Fourier è logica, ma irrealizzabile in una società corrotta; inoltre è giusto che l’uomo sviluppi le facoltà intellettuali, morali e fisiche, ma va comunque sempre presa in considerazione la collettività;  quindi  i principi fondanti  della sua concezione di ordine sociale saranno: quello religioso ,legato al principio "Dio e popolo; quello politico-sociale , umanitario ma antisocialista, che si sviluppa intorno al tema “pensiero e azione”; quello etico che si sviluppa intorno alla categoria del dovere
Anche il riformismo sociale di Proudhon e il socialismo marxista suscitano interesse in Mazzini, che, però, prende le distanze da tutte e due  le posizioni.
Per quanto riguarda il riformismo egli  ha una visione del rinnovamento dell’umanità basata su un forte impegno educativo, individuale e sociale, non può quindi apprezzare la visione proudhoniana delle riforme delle strutture sociali che prevedeva  l’eliminazione, entro certi limiti, della proprietà e l’estinzione graduale delle istituzioni statali.
Il socialismo marxista considera il lavoro come un valore, e sostiene la necessità dell'uguaglianza lavorativa (soddisfacimento dei bisogni dell’uomo dal punto di vista lavorativo) e dell’uguaglianza economica (stesso compenso per tutti), quindi ne consegue l’eliminazione delle classi sociali, teorie che Mazzini considera inapplicabili, perché a parità di compenso, si crea ugualmente, a suo avviso disparità economica nel momento in cui esiste il risparmio soggettivo dei singoli lavoratori.
Mazzini critica in generale le singole correnti di pensiero, affermando che in tutte le teorie è presente la tendenza di ciascun pensatore a nascondere il sacrificio per aumentare il consenso.

Nel corso dell’età moderna gli organismi statali che si sono formati accentuano le divisioni e le differenze cosicché si originano i primi Stati nazionali completamente indipendenti.
Il sistema politico degli Stati percorre due strade diverse: la prima conduce all’egemonia di uno Stato sugli altri, la seconda invece attua la politica dell’equilibrio. La prima strada si è dimostrata impraticabile, in particolare con gli eventi storici del XX secolo, mentre la seconda mette in evidenza il fatto che l’omogeneità dell’Europa è dovuta alla coesistenza delle diversità. L’unità dell’Europa si basa  sulla comunanza di elementi ideologici, con l’intento però di mantenere gli Stati “intelligentemente divisi”.
Il percorso storico che ha condotto all’Unione Europea, segnato in particolare dagli eventi bellici del “secolo breve”, ha evidenziato che la pace è una condizione indispensabile per il benessere dei cittadini: la guerra non può essere lo strumento per  risolvere le controversie.
I grandi pensatori ed i movimenti filosofici del XIX secolo ebbero come obiettivo finale l’attuazione di una convivenza pacifica e regolata tra i vari popoli europei. Negli anni Quaranta del Novecento si auspicava di potere un giorno considerare il patriottismo come un sentimento europeista che conducesse ad un percorso di tolleranza e di dialogo. L’esigenza di un ordine unitario nasce dal fatto che ormai si è sviluppata la consapevolezza che per la pace duratura è indispensabile unirsi al fine di attuare un progetto comune che sappia realizzare il benessere dei cittadini.

torna su