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     De Gasperi a Roma | Il percorso

De Gasperi a Roma - Il percorso

 

 

A cura degli alunni del
Liceo Scientifico Convitto Nazionale Vittorio Emanuele II – Roma
classi IV A - V A

 

Il percorso

 

Il nostro lavoro ha avuto come oggetto un approfondimento della riflessione dell'azione politica di Alcide De Gasperi nel biennio 43/45, breve periodo della lunga fase romana dello statista decisivo della sua formazione personale e per la storia successiva del nostro Paese.
La presentazione del nostro intervento all'interno del progetto De Gasperi è di carattere metodologico e risponde alla curiosità di andare a vedere dietro le quinte, cioè a scoprire cosa c'è dietro questo lavoro, che speriamo sia utile per i ragazzi, per una consapevolezza anche teorica di quello che già vanno sperimentando da tempo.
I professori di Trento con i quali abbiamo collaborato al progetto hanno messo a punto un breve testo dal titolo “Costruire storia”, dedicato alla ricostruzione di tutte le tappe del percorso su De Gasperi, con l'intento di presentare un modello di unità didattica utilizzabile anche da altri insegnanti. Il titolo è semplice, ma indicativo di quello che è l'obbiettivo di un laboratorio di Storia, ossia una modalità di didattica che si va diffondendo sempre piú nelle scuole di diverso ordine. Nel laboratorio l'attenzione è focalzzata sui procedimenti della ricerca storica attraverso un graduale approccio alle metodologie e agli arnesi propri dello storico.
Un impulso decisivo a percorrere questa strada è venuto certamente dall'Assessorato alle Politiche Scolastiche e Educative del Comune di Roma, che in questi ultimi anni ha fortemente incoraggiato e valorizzato l'area della progettualità nelle scuole superiori. Si lavora in rete con facilità, intessendo tra l'altro un rapporto fecondo di confronto e di collaborazione sulle tematiche della memoria legate alla storia della nostra città.
Nel Laboratorio si modifica il ruolo professionale dell'insegnante poiché l'obbiettivo non è tanto quello di trasmettere conoscenze, bensí quello di sollecitare negli studenti un'esperienza diretta del loro fare e sentirsi storia. Il fatto di mettere insieme e far interagire fra loro studenti di classi diverse, e di attivare il Laboratorio in orario extrascolastico, è in genere una condizione favorevole all'instaurarsi di un clima di collaborazione nel quale piú facilmente ciascun componente può mettere in campo energie e competenze diversificate, spesso inespresse nell'ambito di una didattica tradizionale.
Nella pratica di questo tipo di laboratorio un aspetto di solito appassionante per tutti è l'incontro diretto con le fonti documentarie, raccolte, catalogate e utilizzate nella loro molteplicità e varietà, soprattutto fonti orali, iconografiche o audiovisive, senza le quali è impossibile comprendere la storia del Novecento. Ci ha dato per esempio una certa trepidazione, nello svolgimento di questo lavoro, incontrare personalmente le figlie Lia e Maria Romana De Gasperi, ascoltare dal vivo la loro testimonianza, prendere visione delle carte manoscritte di De Gasperi conservate presso l'archivio di famiglia. Il fatto di poter accedere a fonti di questo genere senza il filtro di mediatori di professione tiene vivo il gusto della ricerca e il piacere della scoperta, e aiuta a vivere la storia sempre piú come un campo aperto d'indagine e di sperimentazione.
Pur avendo individuato come oggetto della nostra ricerca un argomento temporalmente circoscritto, almeno nel tempo (il biennio 1943-45), ci siamo resi conto, al momento della raccolta e analisi delle fonti, che esse erano davvero molte e di diversa natura, e che questa mole imponeva perciò un'accurata opera di selezione. Questo è stato forse, come già in precedenti esperienze, il compito piú delicato e difficile, quello che necessariamente richiede l'intervento dell'insegnante, poiché la selezione è sempre il frutto di una sistemazione dei fatti, di una loro valutazione secondo ordini di gerarchia (per rilevanza della fonte, importanza e significato). Questo aiuta anche a capire che i criteri di selezione cambiano nel tempo perché è il presente il grande selettore delle domande da rivolgere al passato.
Per l'elaborazione del prodotto finale siamo stati aiutati soprattutto dal ricchissimo patrimonio di fonti messo a disposizione dal portale informatico (www.degasperi.net). Sono stati organizzati piccoli gruppi di lavoro, suddivisi secondo la tipologia di fonti indicata dal portale: discorsi, carteggi, filmati, articoli di giornale, fotografie, manifesti e vignette.
Nel Laboratorio, quando sopraggiunge il momento nel quale ogni gruppo divide con gli altri le fonti reperite e schedate, interviene la delicata fase della selezione. Per prima cosa la scelta del prodotto finale. Generalmente i ragazzi preferiscono orientarsi verso prodotti multimediali, data la loro dimestichezza con gli strumenti informatici. Questo implica spesso un rovesciamento di ruoli: in questo campo noi docenti abbiamo in genere molto da imparare dagli studenti. Qualunque sia il mezzo espressivo scelto per comunicare ad altri l'esito della propria ricerca, il primo passo è sempre quello di mettere a fuoco con chiarezza un indice, una scaletta. La definizione della scaletta ha suscitato un vivace e lungo dibattito, nel quale ognuno ha espresso liberamente il proprio punto di vista. I punti discussi e formulati sono stati riorganizzati e assemblati in una griglia. L'ultimo di questi punti, l'eredità che De Gasperi ci ha lasciato, ha voluto raccogliere le riflessioni che ognuno di noi ha messo per iscritto al termine di questa impresa.
La stesura finale del lavoro è stata accompagnata da una serie d'immagini: in molti casi si tratta di fotografie scattate dagli studenti stessi in giro per le vie di Roma, soprattutto quelle del nostro quartiere; corredate da opportune didascalie, esse contribuiscono ad arricchire il prodotto finale.
Qualificanti e caratterizzanti per la riuscita di questo lavoro, e, credo, rispondenti agli obbiettivi preposti al progetto nel suo insieme, sono stati, inoltre, il contatto col mondo universitario (nel nostro caso i professori Pietro Scoppola e Augusto D'Angelo dell'Università La Sapienza di Roma, il cui intervento nella nostra scuola è stato decisivo per gettare le basi sulle quali costruire ed elaborare il lavoro) e l'esperienza di confronto con scuole di altre città. Il seminario italo-austriaco "De Gasperi verso l'Europa", svoltosi a Trento, ha rappresentato la tappa finale del nostro laboratorio; esso è stato l'occasione per rafforzare il nostro senso di appartenenza alla storia, anche quella con la S maiuscola, e il senso della nostra cittadinanza, a diversi livelli, secondo quanto ci ha insegnato proprio De Gasperi. Per questo la nostra ricerca ha poi trovato una sua naturale collocazione anche all'interno del Progetto di Cultura Europea promosso in questi ultimi due anni dal Convitto Nazionale di Roma, la nostra scuola.

Silvia Fasciolo

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