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     De Gasperi e la scelta atlantica | Il percorso della classe IIIA

Il percorso della classe IIIA

 

 

A cura degli alunni del Liceo Prati – Trento
classe III A

 

Il percorso

 

L’attività è stata progettata nel mese di gennaio dai docenti delle due classi coinvolte del Liceo anche tramite contatti e un colloquio con la tutor dottoressa Sara Lorenzini. All’inizio di febbraio si sono ipotizzati i rispettivi campi di ricerca delle due classi.
L’indagine e la preparazione dell’intervento al “seminario” si sono svolti secondo queste tappe:

  1. presentazione e distribuzione della lettura di saggi ai singoli studenti; analisi individuale dei testi (febbraio);
  2. esposizione in classe di una sintesi (più o meno problematizzante) delle letture (fine febbraio, prima metà di marzo);
  3. indicazione di ulteriori (poche) letture, somministrazione di una serie di questioni come traccia (Temi e questioni su De Gasperi e la politica atlantica italiana, a cura del docente ma comunque discussa in classe), distribuzione di compiti di ricerca di materiali in vista della relazione (prima delle vacanze pasquali);
  4. raccolta dei materiali, discussione in vista di uno schema di relazione, redazione di una traccia della relazione, sua discussione ulteriore in classe; elaborazione in un gruppo ristretto del testo della relazione, elaborazione in un gruppo ristretto della presentazione in Power Point.

 

La ricerca non poteva avvenire direttamente sulla documentazione, data l’estrema complessità della questione. Quindi occorreva affidarsi prioritariamente alla lettura di saggi.
C’era inoltre da tener conto che il gruppo classe è esiguo (15 studenti),. E ancora, non era possibile sacrificare più di tanto i nuclei essenziali del corso di storia (o di filosofia) a “progetti” interessanti ma comunque parcellizzanti rispetto a una visione d’insieme del periodo storico. Per questi vari motivi occorreva procedere in questa attività con una certa cautela.

Gli studenti hanno dimostrato vari gradi di motivazione, di precisione nel relazionare, di capacità di sintesi. Alcuni contributi sono stati inutilizzabili, altri invece decisivi. Il risultato finale risente quindi di questo disomogeneo lavoro di preparazione; per limitare questo effetto il docente è intervenuto nella fase conclusiva di sintesi dei risultati.
Gli studenti se guidati all’interrogazione critica delle fonti hanno mediamente prodotto un certo sforzo interpretativo, che si è infine condensato nel prodotto finale. Significativamente è stata quella del confezionamento della relazione e della presentazione visuale la fase di maggiore coinvolgimento.

Il percorso di studio-ricerca si è sviluppato prima attraverso l’inevitabile frammentarietà degli apporti dei singoli, quindi ha ricevuto un impulso a convergere verso alcune chiavi interpretative a partire da alcune letture (in particolare Di Nolfo, Del Pero) e dalla loro discussione, che hanno orientato poi la fase della sintesi finale.
Poiché il lavoro dei singoli ha trovato costantemente il suo luogo di espressione in classe e sempre con la presenza e partecipazione del docente, gli studenti hanno utilizzato una prassi didattica che il sostanzialmente uguale a quella già sperimentata negli anni precedenti sintetizzabile nel binomio esposizione-discussione (esposizione di tesi e interpretazioni, loro discussione collettiva). In particolare è stato utile un momento tipico di questa abitudine: la posizione di una questione, di un problema relativo all’argomento, che costringe ad approfondire, a compiere svolte interpretative. In questi anni non c’è stato un “manuale” – né scritto né orale – che reggesse a questa pratica. Questo i ragazzi lo hanno applicato nel lavoro su De Gasperi.
Inoltre c’è stata qualche difficoltà, visto il tempo disponibile, nel creare un coordinamento tra docenti a livello di standard storiografici adeguati a un lavoro per studenti.

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