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Alcide De Gasperi visse molti anni a Vienna. Dal 1900 al 1905 studiò filologia tedesca e romanza all'Università di Vienna e terminò gli studi come dottore in filosofia. In seguito, visse ancora a Vienna come deputato al Parlamento, nel periodo fra il 1911 e il 1918, durante le sessioni parlamentari.
Le sue dimore si trovavano nei sobborghi occidentali di Vienna (7.,8.,9. Distretto),abitati prevalentemente dalla media e piccola borghesia. |

Immagine di Vienna
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Immagine di Vienna
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Quando De Gasperi fece il suo ingresso nella "casa dello studente"viennese Vienna contava quasi due milioni di abitanti (ora sono solo un milione e seicentomila).
La metropoli sul Danubio svolgeva diverse funzioni, che riverberavano in modo decisivo sulla società e sulla forma dello stato:
- come capitale e residenza dell'imperatore , la città ospitava il governo e numerosi palazzi nobiliari;
- come metropoli economica ,aveva banche, grandi imprese commerciali, assicurazioni;
- come città industriale: Vienna era una città di fabbriche e perciò con un diffuso proletariato industriale - circa l'80% della popolazione era rappresentato dalla classe operaia
La struttura urbanistica della città si articolava in tre diverse fasce, disposte come 3 anelli concentrici:
- la città interna, cinta da un raccordo anulare: la city; chi poteva permettersi un appartamento qui apparteneva all'alta società - impiegati di rango superiore, nobili, industriali, banchieri; tuttavia il 45% degli abitanti erano lavoratori domestici.
- distretti interni: fittamente costruiti intorno alla città interna; qui abitava il ceto medio: impiegati, liberi professionisti, artigiani
- distretti esterni: al di là della cintura dei boulevard, fitti di costruzioni, case d'affitto con appartamenti di operai; ai margini c'erano quartieri di villette per le classi elevate (Döbling), villaggi con vigneti (come Grinzing)
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La società viennese
Vienna era, allora come oggi, culturalmente promiscua, il 45% degli abitanti era nato a Vienna, il 55% proveniva dalle province della Monarchia (galiziani di religione ebraica, cechi dalla Boemia, croati, bosniaci e italiani). Il gruppo più numeroso era rappresentato dai cechi che erano prevalentemente artigiani ,calzolai ,sarti o erano a servizio presso le famiglie piu' abbienti come cuochi, e come camerieri e le donne come balie.
I Cechi cercavano di integrarsi completamente; per non essere discriminati, parlavano tedesco; dal momento che non erano pubblicamente ammesse scuole ceche.
Nella cattolica Vienna, circa il 10% della popolazione era composta da appartenenti alla religione ebraica. Dopo che gli Ebrei avevano ottenuto nel 1867 piena cittadinanza con parità di diritti, molti di loro avevano avuto successo nel commercio. Senza gli Ebrei Vienna e la cultura viennese sarebbero inimmaginabili.
Rappresentanti significativi della società ebraica furono il medico e psichiatra Sigmund Freud, il compositore e direttore dell'Opera Gustav Mahler, il fondatore del Sionismo Theodor Herzl. |

Vienna Hofburgtheater
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Ma, a Vienna come altrove, il problema sociale era irrisolto; vi era una grande miseria del proletariato con turni di lavoro eccessivamente lunghi, guadagni al minimo per la sopravvivenza, igiene scarsa e, conseguentemente, scarsa aspettativa di vita. Un miglioramento si ebbe solo dopo l'introduzione del suffragio universale maschile del 1907, con l'avvento di un partito di massa, il partito socialdemocratico, che propose e ottenne provvedimenti di aiuti sociali.
Per quel che riguarda le donne, agli inizi del secolo, a Vienna e nel resto del mondo occidentale, non avevano parità di diritti. Nella classe elevata ostentavano il lusso dei mariti e rappresentavano il fulcro della vita sociale e gaudente dell'epoca.
Nei ceti meno abbienti lavoravano a casa e in fabbrica, ma sempre con una paga inferiore a quella degli uomini.
Movimenti femminili per l'emancipazione ebbero scarso successo prima della Guerra Mondiale, anche se alcune donne giunsero alla notorietà: per esempio Berta von Suttner, premio Nobel per la pace. Anche gli studi universitari erano loro preclusi fino agli inizi del 900. |

Vienna - Rathaus
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Infrastrutture a Vienna
Dalla seconda metà del diciannovesimo secolo Vienna fu un gigantesco cantiere. I vecchi edifici erano stati abbattuti, ne erano stati eretti di nuovi, spazi liberi erano stati fittamente coperti di costruzioni.
Tra le più importanti misure urbanistiche del diciannovesimo secolo ci fu la regolamentazione del corso del Danubio che precedentemente era un fiume non regimentato, ogni anno interessato da alluvioni. Tra il 1868 e il 1875 tutti i 5 rami del Danubio furono unificati in un solo letto, il pericolo di inondazioni fu così scongiurato.
L'orgoglio di Vienna sono gli acquedotti; il primo, del 1873, e il secondo del 1910 che trasporta acqua potabile di sorgente dalle Alpi (da Rax e Hochschwab). Condutture lunghe 200 km riforniscono ancor oggi Vienna di acqua potabile.
Per quanto riguarda il traffico fin dagli inizi Vienna fu dotata di un fitto collegamento di servizi pubblici di trasporto:
- mezzi su strada, sia a vapore sia elettrici (intorno al 1900 circa 200 km di rotaie);
- ferrovia urbana - antenata del métro; trazione a vapore; collegamento delle stazioni;
- ferrovia: dalle sei stazioni di testa partivano sei linee ferroviarie in tutte le direzioni della Monarchia.
Vienna disponeva di infrastrutture ben costruite, godeva della miglior acqua potabile e del gas, ma anche di buoni collegamenti. |
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